Salute e sopravvivenza dei disabili minacciate dal cambiamento climatico

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Come possono i cambiamenti climatici condizionare le persone disabili? Sembra strano ma eppure è così. La popolazione disabile mondiale, che attualmente è del 15%, soffre di disabilità sensoriali (visive e uditive), evolutive, intellettuali ed emotive, oltre a scarse condizioni di salute. Cosa la rende così suscettibili ai cambiamenti climatici? L’incapacità di affrontare nel pieno delle capacità fisiche emergenze quali tempeste, inondazioni e ondate di calore estremo.

Ci sono prove a sostegno di questa tesi, sia nel passato che attualmente, le quali evidenziano come le persone disabili hanno un tasso di sopravvivenza più basso rispetto alle persone non disabili, con molti casi di trascuranza sfociati in completo abbandono alla morte. Testimoni inconfutabili sono le foto scattate durante l’uragano Katrina nel sud-est degli Stati Uniti, in cui sono state immortalate le strazianti immagini di morte, incluse quelle di persone sulle sedie a rotelle.

Ci sono storie di persone che sono rimaste intrappolate in case di cura allagate per l’assenza di una pianificazione non presa in considerazione da chi è delegato a creare le condizioni d’emergenza ideali in caso di calamità naturali.

I disastri naturali, di per sé catastrofici, hanno un impatto meno complesso rispetto ai cambiamenti climatici; basti pensare a coloro che soffrono di lesioni del midollo spinale: le ondate anomale di calura non fanno altro che accentuare la loro condizione di disabilità a causa dell’assenza di sudorazione, necessitando quindi di centri di raffreddamento.

La tecnologia sarebbe in grado di ovviare a problematiche insite in tutto questo, tipo un efficace sistema di comunicazione che avvisi coloro che soffrono di problemi all’udito. Dovrebbero avere un ruolo fondamentale la costruzione di rampe nei rifugi, la messa in opera di bagni accessibili e un sistema di trasporto efficiente durante l’evacuazione per coloro che hanno difficoltà di deambulazione.

Sicuramente l’impatto dei cambiamenti climatici riguarda tutti nel mondo, ma personalizzare le modalità d’intervento per coloro che soffrono di una disabilità non deve essere vista come priorità discriminante, ma come un modus operandi atto a salvaguardare la vita delle persone che non hanno le piene funzionalità fisiche.

La comunità disabile grida ormai da tanto tempo la piena considerazione nella società odierna; movimenti per i diritti civili e umani, come gli Americans with Disabilities Act (ADA), hanno fatto in modo che vengano emanate delle leggi per la totale inclusione sociale dei disabili.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ha fortemente spinto le persone con disabilità di tutto il mondo a considerarsi meritevoli di protezione. La piena inclusione nella resilienza del clima sarà un’impresa complessa a causa delle circostanze personali, sociali, economiche e politiche di questa comunità. Le risposte richiederanno iniziative su larga scala e forti collaborazioni tra le parti interessate attraverso lo spettro della giustizia climatica e della disabilità.

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