Stadio San Siro inaccessibile: monta la protesta dei disabili

stadio san siro

Di posti per i disabili in sedia a rotelle a San Siro ce ne sono, il problema è che non vengono utilizzati. Sarebbero persino 200, secondo quanto afferma l’assessore al Turismo allo Sport e al Tempo libero di Milano, Roberta Guaineri, che è andata a verificare di persona lo stato di accessibilità dello stadio (stadio, che è sì di proprietà del comune, ma che viene gestito dalle squadre di Milan e Inter tramite la società M-I Stadio).

La situazione dello stadio San Siro è praticamente la seguente: di tutti i posti disponibili, 200 sono quelli destinati ai disabili. Solo 78 di questi, però, sono quelli ad effettiva disposizione dei tifosi non deambulanti che sono costretti a muoversi su una sedia a rotelle; mentre la rimanente parte è riservata a quelle persone che sono disabili deambulanti (capaci cioè di muoversi su gambe proprie).

Insomma, il tema relativo all’accessibilità dello stadio San Siro torna ad accendere i riflettori su una questione che è vecchia quanto il mondo ma che non si riesce ancora a risolvere. E finisce così che i disabili continuino a protestare a grande voce per vedere ripristinato quello che in fondo è pur sempre un loro diritto: il diritto ad accedere allo stadio e a poter assistere alle partite di calcio o a qualunque altro evento di intrattenimento alle stesse condizioni con cui questo diritto viene riconosciuto ai normodotati.

E se il diritto non attrae, quanto meno bisognerebbe tener conto di quanto dice la legge in materia, perché i posti messi a disposizione dei tifosi in carrozzina è insufficiente rispetto a quanto prevede ogni normativa vigente! E lo è soprattutto se si considera che rispetto al passato quel numero di posti riservati ai disabili è stato ulteriormente ridotto: oltre ai 78 posti disponibili attualmente, nelle vecchie stagioni calcistiche ce ne erano 16 in più collocati su due aree rialzate che permettevano pure di poter accedere ad una buona visuale del campo da gioco. Ma dopo la ristrutturazione dello stadio, di quei posti in più non c’è stata più traccia.

I tifosi disabili, per voce di Francesco Gallone, che da tempo ormai ha intrapreso questa battaglia, si dicono furiosi: “Vogliamo anche noi poter fare l’abbonamento e assicurarci un posto allo stadio. E per di più, ci sembra giusto anche avere un abbonamento ad un prezzo agevolato rispetto a quello normale”.

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