Nomenclatore Tariffario, si riparte. Ma c’è un aspetto che non convince

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Alcuni giorni fa Marco Gentili, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, è stato ricevuto direttamente dal presidente del Consiglio Matteo Renzi per parlare della famigerata questione Nomenclatore. Nodo della discussione è stata quindi la riforma dell’Assistenza Protesica.

Come noto, il Nomenclatore Tariffario delle protesi e degli ausili è fermo al 1999, e ancora nessun governo ha provveduto ad aggiornarlo integralmente con quelle che sono le tecnologie partorite negli ultimi anni. Finalmente sembra che il governo Renzi abbia preso in carico la questione e stia procedendo con l’aggiornamento, ma è sulle modalità con cui si sta portando avanti il lavoro che Gentili ha voluto riportare delle sue considerazioni, perché basandosi sulle bozze del documento che stanno circolando, il timore è quello di avere degli ausili standardizzati a fronte di esigenze che sono invece assai specifiche e molto personali.

In una lettera oramai resa pubblica, Gentili ha scritto: “Le modalità con cui volete fornirci i nuovi ausili sono di gran lunga peggiori di quelle previste dal vecchio Nomenclatore. Infatti avete intenzione di comprare tutti gli ausili, anche quelli più personali come per esempio la mia carrozzina, mediante gare di appalto”. Questa sorta di standardizzazione degli acquisti rischia di non tenere conto delle esigenze di ciascuna persona: nell’esempio citato da Marco Gentili, il nuovo Nomenclatore darebbe infatti la stessa carrozzina a tutti i disabili che ne hanno bisogno, senza tenere conto del fatto che una persona può stare meglio con una anziché con un’altra sedia a rotelle.

“Lo sa, Governo, che mentre adesso sono io, assieme al medico e al tecnico ortopedico, a scegliere la carrozzina su cui sto meglio, col vostro nuovo sistema non potrò più partecipare alla scelta di quell’ausilio su cui devo trascorrere tutta la mia vita attiva? E’ al corrente, signor Renzi, che mentre la legge impone all’audioprotesista di scegliere la protesi idonea per permettere a quella persona di tornare a sentire sulla base del suo particolare disturbo uditivo, con il decreto allo studio non sarà più lui a farlo?”.

Insomma, per quanto sia encomiabile il fatto che di Nomenclatore si sia tornato a parlarne, ora c’è un’ulteriore grana da risolvere, ovvero evitare che siano i funzionari AUSL, attraverso pubblici appalti, a decidere su quali prodotti propendere e quali invece tagliare fuori dall’elenco. La missione su cui sono al lavoro le associazioni di disabili e la stessa Luca Coscioni è perciò quella di sensibilizzare il governo affinché i disabili possano tornare ad essere coinvolti nella scelta dei loro ausili.

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