Nuove tecnologie in aiuto delle persone disabili

tecnologia assistiva

La parola “tecnologia”, anche se fa venire in mente tante stupende creazioni dell’era moderna, in realtà è qualcosa che risale fin dai tempi antichi. L’invenzione della ruota non è a tutti gli effetti un’opera tecnologica? Chi inventò i primi strumenti musicali non diede vita a idee a sfondo tecnologico?

Con questo voglio dire che la tecnologia non è solo un mero mix di microchip, schede elettriche ed elettroniche, hardware e quant’altro. In realtà, la parola “tecnologia” deriva dal greco ed è composta da “tékhne” e “logìa”, letteralmente “trattato sistematico su un’arte”, ma semplicemente “tecnica” e “abilità”.

Quindi, un modo per attingere a nuove conoscenze con la finalità di migliorare la vita umana. Almeno, questo dovrebbe essere il concetto principale. In realtà, molte invenzioni di natura tecnologica non hanno portato altro che morte e distruzione (vedi le armi di distruzione di massa). Per fortuna, ci sono tante persone che hanno fatto loro il significato primario della parola, mettendo la loro abilità al servizio dell’umanità, soprattutto nei confronti dei più bisognosi, come le persone disabili.

Stimolazione elettrica

Nove anni fa, David Mzee rimase paralizzato durante una gara di ginnastica; la diagnosi dei medici fu impietosa: nessuna possibilità di tornare a camminare. La scorsa settimana Mzee ha partecipato a una corsa di beneficenza durante la quale ha camminato per 390 metri, grazie a un trattamento sperimentale che utilizza la stimolazione elettrica del midollo spinale per ringiovanire i circuiti dormienti in pazienti le cui fratture spinali non sono complete.

Casco per non vedenti

Progettato dall’organizzazione cinese CloudMinds, Meta sembra un casco da ciclismo che utilizza sensori e telecamere per mappare lo spazio intorno, inviando informazioni a un server cloud che li elabora grazie alla tecnologia IA. Le informazioni vengono ricevute dal casco e comunicate attraverso una voce, la quale aiuta i non vedenti e le persone con disabilità visive a spostarsi per le strade, riconoscere oggetti, attraversare la strada.

Apparecchi acustici di nuova generazione

Anche se un impianto cocleare non rappresenta più una novità, i ricercatori della Columbia University (New York) stanno creando un “apparecchio acustico cognitivo”, che monitora l’attività cerebrale degli utenti per identificare su quale voce si sta concentrando l’ascoltatore. In poche parole, aumenta l’audio mentre attenua il rumore circostante, consentendo un udito migliore.

Esoscheletro bionico

Un mese fa Lyle Fleming, statunitense, è stato in grado di camminare per la prima volta in sei anni grazie a un esoscheletro. Progettato per aiutare le persone con paralisi a stare in piedi e camminare, questo telaio robotico indossabile è stato approvato nel 2012 dalla Food and Drug Administration statunitense per la riabilitazione fisica, da utilizzare con stampelle o deambulatori. I futuri esoscheletri potrebbero sostituire le sedie a rotelle, offrendo maggiore mobilità e benefici per la salute.

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