Cannabis terapeutica in farmacia: pro e contro secondo l’Associazione Coscioni

cannabis terapeutica

Da poche settimane a questa parte sono stati introdotti nelle farmacie i primi lotti di Cannabis FM-2, cioè la cannabis terapeutica per il trattamento del dolore. Si tratta in pratica della prima sostanza attiva a base di cannabis che sia mai stata prodotta in Italia (per inciso a Firenze) e autorizzata dall’Aifa a scopi medici. Il suo impiego, come già accennato, è rivolto al trattamento del dolore cronico laddove le terapie standard non dovessero dare risultati soddisfacenti.

Sulla cannabis terapeutica e sulla libertà di ricerca scientifica, l’Associazione Luca Coscioni ha condotto una battaglia storica e anche molto lunga. “Con un anno di ritardo finalmente un primo passo è arrivato. Nonostante la cannabis terapeutica in Italia sia ammessa dal 2007, ad oggi la sua disponibilità è tutt’altro che effettiva, soprattutto a causa di resistenze ideologiche: medici, farmacisti e operatori sanitari non sono informati sui benefici e la liceità di questa terapia”, commenta Marco Cappato, tesoriere dell’associazione.

I pro dell’introduzione dei farmaci a base di cannabinoidi nelle farmacie d’Italia, segnala la Luca Coscioni, riguardano in primo luogo la qualità della cannabis made in Italy ed in secondo luogo il prezzo più economico della cannabis italiana rispetto a quella olandese (15€ anziché 24€ al grammo). Positiva, inoltre, la possibilità di poter fruire della cannabis italiana senza dover passare dalla burocrazia inerente all’importazione del farmaco (cosa che si traduce principalmente in minori tempi di attesa per il malato).

Tuttavia ci sono degli aspetti di questa “rivoluzione” che all’Associazione Luca Coscioni non convincono ancora. Intanto il quantitativo: lo stabilimento fiorentino sta partendo con una produzione pilota di 100 kg che non soddisfa affatto le richieste di tutti i malati italiani e che non considera che in tal modo i normali cittadini saranno costretti a ricorrere al mercato illegale di strada per poter sopperire alle mancanze dello Stato.

Inoltre pesa molto anche la difficoltà della prescrizione, perché anche se la cannabis medica è ora più accessibile rispetto a ieri, rimane comunque l’ostacolo dei medici che non sono formati o non vogliono formarsi sul tema e quindi sono restii dal prescrivere farmaci così “diversi”. In ultimo, segnalano dall’Associazione Coscioni, non tutte le regioni sono allineate sull’erogazione di cannabis terapeutica, pertanto si sta creando un gap ingente tra le varie parti d’Italia.

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