Assistenza sessuale per disabili, Iacopo Melio: “Favorevole, ma…”

Iacopo Melio

L’assistenza sessuale per disabili è un tema che di tanto in tanto si ripropone. In Parlamento è anche finito un disegno di legge che mira proprio ad introdurre la figura dell’assistente sessuale per persone disabili, ma si tratta di un percorso tanto delicato e tortuoso che potrebbe non risolversi in tempi brevi.

Sulla questione si è pronunciato anche Iacopo Melio, fondatore dell’associazione Vorreiprendereiltreno, che su una testata toscana, in risposta a un lettore che gli poneva la questione, ha detto: “Da parte mia sono assolutamente favorevole all’assistenza sessuale, ma ritengo che l’attuale disegno di legge sia fumoso e che vada di gran lunga migliorato”. Secondo Melio, se si vuole che anche l’Italia abbia un sistema di assistenza sessuale per disabili, bisogna prima di tutto cercare di delineare il “paziente” ideale.

“Altrimenti – ha spiegato Iacopo – rischiamo di dare questo tipo di assistenza anche a persone abili che per qualche sociopatia non riescono ad avere relazioni: l’assistente sessuale deve essere una terapista al pari di una psicologa, non una prostituta, per cui il paziente-tipo deve essere una persona con deficit cognitivi che non sa, per problemi mentali e psichici, gestire i propri impulsi e istinti”.

Da qui, l’idea secondo la quale ai disabili fisici, salvo impedimenti particolari, non dovrebbe essere garantita questa figura: “A loro non darei l’assistenza sessuale perché possono avere o non avere relazioni esattamente come tutte le altre persone”.

Inoltre, ha fatto notare Iacopo Melio, nel redigere un disegno di legge sulla materia bisogna considerare la sicurezza per le donne, specie nei casi in cui queste vengono fatte entrare in contatto con disabili mentali. “In un Paese dove l’80% di donne disabili subisce una molestia, non possiamo permettere che un percorso terapeutico simile possa diventare pericoloso e nocivo. Per questo dobbiamo trovare un modo che consenta di tenere la situazione sotto controllo, e non è facile”.

Insomma, l’assistenza sessuale per disabili è cosa buona e giusta, ma attenzione a scrivere una eventuale legge nel merito, perché le variabili da considerare sono molte e delicate.

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