L’innovazione tecnologica offre nuove soluzioni per i disabili

Hadeel Ayoub

Hadeel Ayoub si infila un guanto nero, preme un pulsante sul suo polso e un piccolo altoparlante trasmette il messaggio del linguaggio dei segni appena espresso. “Il mio sogno è dare voce a chi non sa parlare” afferma l’inventrice, che sta sviluppando il suo guanto BrightSign mentre lavora per un dottorato di ricerca in tecnologia assistiva presso la Goldsmiths, University of London.

Il guanto della Ayoub è solo uno degli esempi di come imprenditori, startup e aziende come Microsoft e Google cercano di sfruttare il potere dell’intelligenza artificiale per rendere la vita alle persone con disabilità molto più facile. Le iniziative stanno arrivando dopo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che il numero di persone che necessitano di dispositivi di assistenza, che vanno dalle sedie a rotelle alle tecnologie di comunicazione, raddoppierà fino a due miliardi entro il 2050.

I miglioramenti dell’intelligenza artificiale, combinati con il costo decrescente dell’hardware, stanno rendendo possibile agli inventori di sviluppare nuovi prodotti senza la necessità di fondi provenienti da governi o società. Con l’aiuto delle stampanti 3D e la maggiore potenza di elaborazione dei computer domestici, stanno creando dispositivi progettati per le persone con problemi motori, visivi, uditivi e cognitivi.

Microsoft e Google stanno cercando di stimolare il lavoro in quest’area, offrendo un totale di 45 milioni di dollari in sussidi agli sviluppatori di tecnologie assistive. La Microsoft spera di identificare progetti promettenti che possano eventualmente essere incorporati in servizi ampiamente disponibili.

Non c’è dubbio che negli ultimi anni si sta assistendo ad un’esplosione di nuove tecnologie che cercano di supportare le persone con disabilità. Gli inventori certo non mancano e stanno cercando di andare oltre ad un’app di appuntamenti o di social networking per fare qualcosa che aiuti davvero le persone svantaggiate.

La Ayoub afferma di essere spinta dal desiderio di creare un mondo in cui le disabilità diventeranno prive di significato. Inoltre, spera che i suoi sforzi vadano finanziariamente a buon fine; infatti, sta cercando di raccogliere 1 milione di sterline per portare il BrightSign sul mercato, stimando che i suoi guanti costeranno “poche centinaia di dollari” ciascuno, rispetto ai 2.000 dollari o più della tecnologia esistente.

“Il mio sogno è che il BrightSign diventi l’estensione dei sensi per le persone che vogliono esprimere i loro sentimenti e le loro opinioni senza dover cercare sempre qualcuno che li aiuti e per dare loro sia l’indipendenza di cui hanno bisogno che il controllo sulla propria comunicazione”.

La necessità di tali prodotti aumenterà con l’invecchiamento della popolazione mondiale, poiché aumenterà anche il numero di persone con problemi fisici, cognitivi, visivi e uditivi. La sfida è quella di sviluppare nuove tecnologie ed aumentare la disponibilità di dispositivi semplici come occhiali e sedie a rotelle che molte persone non possono permettersi.

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