Parata di disabili a Roma a favore della piena inclusione

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Gli italiani disabili alzano la voce e lo fanno con una parata attraverso le rovine di Roma. “Un mondo inclusivo è un mondo migliore. La cultura italiana deve essere modificata”, ha affermato Carmelo Comisi, fondatore dell’evento avvenuto domenica scorsa. Secondo l’Istat, in Italia sono circa 3,2 milioni i cittadini disabili, la maggiore parte over 65, mentre quelli al di sotto non ricevono adeguata assistenza pubblica, affidandosi interamente ai propri familiari.

Alla parata era presente Vito D’Aloisio, presidente di un’associazione per disabili di Firenze. Da qualche mese gli è stata consegnata dai servizi sanitari toscani una nuova sedia a rotelle elettrica. Secondo lui, la Toscana è molto più sensibile ai bisogni delle persone che hanno problemi di mobilità rispetto ad altre regioni. “Anche se la Toscana mostra maggiore attenzione, non si deve mai smettere di lottare per i propri diritti”, ha dichiarato D’Aloisio. “Se ti fermi, rischi di perderli”.

Presenti anche gruppi musicali, gruppi teatrali con attori disabili e non e varie associazioni. I gruppi che rappresentano in non udenti hanno chiesto al governo di riconoscere la lingua dei segni come quella ufficiale. L’Italia è uno dei pochi paesi in Europa a non averlo fatto.

In testa alla parata c’era Vincenzo Zoccano, sottosegretario responsabile dei problemi della disabilità. “La strada da percorrere per l’Italia è ancora lunga”, ha dichiarato. “Devono essere ancora soddisfatte le regole stabilite dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili. La nota positiva è che il Governo si sta muovendo verso questa direzione”. Per quando riguarda il lavoro, Zoccano ha affermato che “il governo sta affrontando questa grande emergenza, così come l’assistenza ai caregiver che si occupano delle persone disabili, le quali sono spesso membri della famiglia”.

Fu a Ragusa, nel 2015, la prima parata delle persone disabili, città natale di Comisi, che perse l’uso delle gambe 23 anni fa a causa di un incidente in scooter. Da allora, ne vennero organizzate altre: a Palermo, a Napoli e quest’anno a Roma. La parata era in concomitanza con il Disability Pride Parade di New York. Mike LeDonna, organizzatore, ha così dichiarato: “E’ orribile pensare di non avere l’appoggio delle istituzioni, di tenere le persone disabili chiusi a chiave, di genitori che mantengono private le disabilità dei propri figli. Tutto questo deve cessare”.

La città di Roma, rispetto ad altre, sta cercando di migliorare l’accesso ai disabili. Andrea Venuto, disability manager del Campidoglio, sta cercando di risolvere il problema dei sanpietrini, che spesso ostacolano la mobilità dei disabili su sedia a rotelle. “Roma ha una storia millenaria e molti edifici hanno problemi notevoli di accessibilità”, ha dichiarato Venuto. “Ma questa non può essere una scusa. Io sono stato nominato proprio per risolvere questi problemi”. Virginia Raggi, sindaca di Roma, si è impegnata il mese scorso a rimuovere tutte i sanpietrini dalla strade molto trafficate.

La parata di domenica ha avuto una degna conclusione con un concerto in Piazza del Popolo, a cui ha partecipato un rapper sordo.

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