Disabilità, la Bulgaria si distingue per la tutela dei diritti

E’ mai possibile che un organo politico importante all’interno del Consiglio europeo possa aggirare una Convenzione delle Nazioni Unite che protegge i diritti delle persone con disabilità? Anche se può sembrare strano, purtroppo è così. A schierarsi apertamente contro questa mossa poco “umanitaria” è stata la Bulgaria.

Nel 2011, il Comitato dei Ministri, composto da ministri degli Esteri di tutta Europa, propose un nuovo accordo atto a consentire alle “persone con disturbi mentali” di essere trattate e istituzionalizzate contro la loro volontà. Questo sarebbe dovuto diventare il progetto di Protocollo addizionale alla Convenzione di Oviedo. Proprio in questa settimana, la Bulgaria è diventata il primo stato a parlare apertamente contro questo progetto.

Mentre la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) garantisce alle persone disabili lo stesso diritto, riservato a tutti, di prendere decisioni in merito alla loro salute e altre questioni profondamente personali, il protocollo, se adottato, non solo priverebbe queste persone della libertà personale ma anche di essere perseguite con la forza perché manifestano disabilità psicosociali (condizioni di salute mentale).

Con 46 dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa che fanno parte e sono vincolati al CRPD, non vi è chiarezza su come il Comitato dei Ministri ritenga che i governi debbano occuparsi di norme giuridiche contraddittorie.

Le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, le Nazioni Unite (incluso il Relatore speciale sulla disabilità, e persino l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e il Commissario per i diritti umani) si oppongono al progetto di Protocollo addizionale. Eppure il Comitato dei Ministri appare impassibile di fronte a tutte queste opposizioni. E mentre le persone con disabilità psicosociali in tutta Europa sono in attesa di essere trattate in modo più umano, gli esperti di Strasburgo stanno discutendo su come meglio bloccarle.

Lunedì, durante la revisione delle Nazioni Unite sulla volontà espressa da parte della Bulgaria di non disdire gli impegni assunti nell’ambito del CRPD, il paese ha pubblicamente manifestato il proprio impegno nei confronti dei diritti delle persone disabili. Il messaggio chiave era: “Ci opponiamo al Protocollo addizionale alla Convenzione di Oviedo”. La Bulgaria non è l’unico paese a farlo: il Portogallo lo ha già fatto durante altre riunioni, e la sua opposizione pubblica è molto importante.

La dichiarazione fatta dalla Bulgaria è stata celebrata dalle organizzazioni che promuovono i diritti delle persone con disabilità psicosociali, come il Mental Health Europe e l’European Disability Forum. Il rimprovero manifestato dalla nazione bulgara sul progetto di Protocollo dovrebbe ispirare altri paesi a fare lo stesso, garantendo che le persone con disabilità godano di uguali diritti e confermando la non adesione ad altri trattati che pregiudicano direttamente tali obblighi.

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