Francia, l’inclusione viene promossa durante la Conferenza sulla Disabilità

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Mentre in Italia il governo tace sull’inclusione a favore delle persone disabili, il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso una serie di misure per facilitare la vita dei 12 milioni di disabili che vivono in Francia durante la 5a Conferenza Nazionale sulla Disabilità. Inoltre, ha anche chiesto una mobilitazione a livello nazionale per i disabili che vivono in Francia, promettendo che le misure proposte saranno attuate prima della fine del suo mandato nel 2022. Tra queste, l’accesso all’istruzione di 60.000 bambini disabili nei prossimi due anni, che andrebbero ad aumentare il numero attuale (360.000).

Il governo ha anche promesso un numero telefonico di supporto per aiutare le persone disabili nell’affrontare le procedure amministrative. Secondo Arnaud de Broca, capo dell’associazione “Umbrella Handicaps”, c’è ancora molto da fare per le persone con disabilità in Francia. Due milioni di portatori di handicap vivono al di sotto della soglia di povertà.

“Da quando 15 anni fa è stata votata la legge francese sulla parità di diritti delle persone con disabilità, la vita di gran parte di loro non è sostanzialmente cambiata”, ha dichiarato. “Circa 500 famiglie lasciano la Francia per il Belgio ogni anno perché non riescono a trovare un alloggio alle persone con disabilità. 6.500 adulti e 1.500 bambini che vengono curati in Belgio costano mezzo miliardo di euro allo stato francese. Il governo ha promesso di creare altre 6.000 strutture abitative per disabili. Vedremo”.

L’accesso ai trasporti pubblici è un altro problema, così come l’accesso ai sussidi, le cui tariffe differiscono da un dipartimento francese all’altro. Gli adulti disabili in Francia ricevono 900 euro al mese dal governo. Alain Rochon, presidente dell’APF France Handicap, ha affermato: “Non è abbastanza”.

Circa 500 persone hanno partecipato alla conferenza che si è tenuta all’Elysées Palace. Precedentemente, le ONG avevano affermato di aspettarsi misure forti e concrete dal presidente francese.

Il governo francese sta esaminando anche la questione dell’assistenza sessuale per le persone disabili. Pur essendo riconosciuta in altri paesi europei come Germania, Svizzera o Danimarca, questa attività è vietata in Francia. Se la formazione delle persone nell’assistenza sessuale nei confronti dei disabili è legale, tale attività non si può praticare legalmente.

Sophie Cluzel, membro dell’ufficio del Primo Ministro francese, ha scritto al Comitato etico nazionale francese sulla necessità di esaminare i diritti sessuali dei disabili e riaprire il dibattito sull’assistenza sessuale. “Non stiamo parlando di prostituzione”, ha dichiarato. “Questa è un assunto ridicolo. L’assistenza sessuale alle persone con disabilità esiste nei Paesi Bassi, in Belgio e in Svizzera. Andiamo invece a vedere come vengono formati”.

La questione fu presentata nel 2013 sotto il governo Hollande, ma sia l’allora ministro della Sanità Roselyne Bachelot che il National Ethics Committee la respinsero. Cluzel ritenne che adesso la società francese sia matura e che potrebbe avere una visione diversa del sesso e delle persone con disabilità.

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