Il “Day of Action” solleva le preoccupazioni degli artisti disabili sulla pandemia da coronavirus

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Il “Day of Action” ha celebrato sui social media la cultura della disabilità e messo in evidenza le preoccupazioni degli artisti disabili sul loro futuro mentre lottano con il forte impatto della pandemia da coronavirus.

Artisti e leader culturali hanno condiviso il lavoro di artisti visivi disabili, attori, registi e scrittori attraverso un’azione guidata dalla nuova alleanza per le arti della disabilità “#WeShallNotBeRemoved”, che si è formata come reazione all’impatto della pandemia.

L’artista Rachel Gadsden ha dichiarato su Twitter: “Oggi (18 giugno) e per tutto il giorno celebro il movimento artistico per disabili, di cui sono orgogliosa di far parte”. Il poeta Ellen Renton ha twittato: “È difficile accertare l’impatto del Covid-19 sulle arti, ma è indiscutibile che gli artisti disabili devono essere in prima linea nel decidere su come andare avanti”. C’erano immagini e video di decine produzioni teatrali e altre opere d’arte, oltre che menzioni di centinaia di creativi disabili e organizzazioni per le arti della disabilità.

La compagnia teatrale Graeae, che ha svolto un ruolo fondamentale nella campagna, ha pubblicato un nuovo video con alcuni dei suoi artisti disabili, colleghi e collaboratori che parlano dell’impatto della pandemia. Hanno parlato di come “il lavoro è scomparso” e del “senso di panico” che hanno provato durante la pandemia. Uno di loro, il musicista e attivista John Kelly, ha dichiarato: “La pandemia è stata un vero indicatore di quanto i governi abbiano valutato la vita delle persone disabili. La nostra esperienza di discriminazione si è amplificata”.

Un artista disabile ha affermato che il lockdown aveva fatto sì che “così tante persone si sentono sole e con meno potere”, un altro ha parlato del “terrore di essere lasciati indietro” e un altro ha detto che “in futuro, spero che il mondo teatrale mainstream, il mondo dell’arte, non dimenticherà gli artisti sordi e disabili, perché le nostre idee dovranno prosperare di nuovo”.

Lo scrittore britannico Andrew Miller ha invece dichiarato: “Le persone disabili devono far parte del processo di recupero e futuro del nostro settore. Dobbiamo resistere al potere che emergerà per guidare la ricostruzione nazionale”.

La scorsa settimana, nella prima azione della campagna, oltre 100 tra i principali artisti disabili e leader culturali hanno invitato il segretario della cultura a proteggere il futuro delle arti della disabilità nel Regno Unito. In una lettera a Oliver Dowden e ai ministri della cultura, hanno avvertito che la pandemia da coronavirus aveva lasciato molti artisti disabili “di fronte a una protezione a lungo termine, una perdita totale di reddito, una vita indipendente compromessa e il rischio di invisibilità nella società”.

Hanno invitato il governo e il settore artistico “a garantire che i progressi che abbiamo fatto collettivamente non vacillino in questo momento di crisi”. Il motto è stato “dare la priorità e celebrare artisti, dipendenti e pubblico disabili e garantire che il rinnovamento e il recupero delle più vaste industrie culturali siano guidati da un approccio pienamente inclusivo degli artisti disabili”.

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