Come la tecnologia sta abbattendo le barriere per gli studenti con disabilità

tecnologia assistiva

La tecnologia sta abbattendo le barriere quotidianamente affrontate dagli studenti con disabilità, offrendo maggiori opportunità a chi vorrebbe iscriversi all’università.

Riviste online o e-book aiutano chi ha problemi di vista in quanto possono ingrandire il testo stampato oppure convertirlo in formati di facile lettura come il braille. Inoltre, sempre più lezioni universitarie contemplano soluzioni a beneficio degli studenti con dislessia o disordine da deficit di attenzione. Spesso, ciò può essere fatto tramite laptop a casa, dando agli studenti disabili maggiore indipendenza.

Le università stanno sempre più monitorando il modo in cui gli studenti apprendono per indirizzandoli verso risorse accessibili più adatte alle loro esigenze personali. Il personale può anche ricevere un feedback automatico sull’accessibilità o altro materiale da caricare nell’ambiente di apprendimento virtuale.

Le tecnologie assistive sono in grado di aiutare tutti gli studenti, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno una disabilità. Purtroppo, ancora molte istituzioni scolastiche hanno siti Web o contenuti digitali inaccessibili, rendendo gli investimenti in tecnologia assistiva quasi inutili.

Ciò è un qualcosa che i nuovi regolamenti europei mirano ad affrontare. A partire da settembre 2019, il nuovo materiale pubblicato sui siti web delle università e sugli ambienti di apprendimento virtuale dovrà soddisfare gli standard in materia di accessibilità.

Questa nuova spinta è completata da altre innovazioni tecnologiche. Ci sono nuove app mobili che guidano gli studenti in periodi o situazioni difficili. Ad esempio, Brain in Hand è progettato specificamente per le persone autistiche, con difficili condizioni di salute mentale, con lesioni cerebrali o con difficoltà di apprendimento specifiche. Suggerisce strategie di coping personalizzate per gli studenti in difficoltà, offre promemoria sulle attività e consente loro di monitorare i livelli di ansia e accedere rapidamente all’aiuto quando necessario.

Alcune università stanno adottando un approccio più ampio. Alla De Montfort University, circa 200 studenti possono registrare i loro stati d’animo tramite un sistema “a semaforo”: luce verde quando tutto è a posto, ambra quando si sentono a disagio e rosso quando hanno bisogno di aiuto. I tutor specializzati seguono queste notifiche e intervengono quando necessario, oltre ad osservare quali attività sembrano causare a ogni studente uno stress particolare.

Ad esempio, molti studenti sembrano registrare alti livelli di ansia il mercoledì pomeriggio, quando sono stati tradizionalmente lasciati liberi. Quindi, l’università offre sessioni di drop-in in quei giorni.

Insomma, le università stanno lentamente affrontando le barriere per gli studenti disabili, aiutati dagli sviluppi tecnologici. C’è molto entusiasmo per la prospettiva della realtà virtuale, in particolare quando si tratta di lavoro sul campo, poichè può essere incredibilmente difficile per uno studente disabile portare una sedia a rotelle in una zona abbastanza impervia. Ma se gli obiettivi di apprendimento sono immersi in un ambiente, e le scoperte continuano ad andare avanti, la realtà virtuale può realizzare qualsiasi cosa.

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