istruzione> 02 ottobre 2009

“Senza prof di sostegno per Angelica è la fine”

FIRENZE – Angelica canta nella stanza con l’ipod nelle orecchie e non sa quello che succede nel resto del mondo, nemmeno nel mondo che comincia dietro il muro del suo letto, nel salotto dove suo padre, pilota dell’Alitalia, dice: «Sono disperato, stanno negando a mia figlia il diritto allo studio, è come negarle la vita».
Alessandro e Debora sono i genitori di Angelica (il nome non è quello vero perché lei ha 15 anni). La ragazza frequenta il primo anno in un liceo e ha un problema che non è soltanto suo: la mancanza del sostegno, cioè degli insegnanti che aiutano gli studenti con forme di handicap. «Ci hanno concesso solo 9 ore di sostegno sulle 30 settimanali: non sappiamo come fare – racconta la mamma – Abbiamo in mano una relazione della neuropsichiatra e degli insegnanti delle scuole precedenti in cui si certifica che mia figlia ha necessità di una copertura totale, cioè 30 ore con l’assistenza del professore di sostegno: invece al massimo ce ne offrono 9 più altre 10 ore con l’educatrice di una cooperativa sociale, cioè una figura professionale che non ha competenze didattiche per il liceo». Angelica soffre della sindrome di Greig, rosolia congenita: ha gravi problemi alla vista, un apparecchio acustico per poter ascoltare, guai cardiaci e neurologici. I giorni per lei sono gradini da salire, prove, allenamenti, scivolate, cose da imparare a memoria e non, per conquistarsi piano piano un po’ di autonomia. «I cinque anni della scuola sono un momento fondamentale per rincorrere un processo formativo che è pieno di ostacoli» spiega il padre della ragazza. Quello che rende stanchi è bussare ogni volta per chiedere qualcosa, trattare per cercare di ottenerlo, non trovare mai un’accoglienza che sia una porta aperta: «Tutti chiedono certificati, tutti sono pronti a mettere in dubbio quello che dici». «Quando Angelica andava alle elementari e alle medie ci ha aiutato la Regione attraverso un progetto europeo. Adesso che cambia scuola e passa alle superiori si rimette in discussione ogni cosa – riprende Alessandro – Dalla Provincia mi hanno promesso che finanzieranno tre ore in più con il sostegno, dal provveditorato ulteriori tre ore: ma se va bene siamo a quota 15 su 30. Io non voglio parcheggiare Angelica in un’aula, lei per capire una lezione ha bisogno di una insegnante che le semplifichi il linguaggio. Diventa di importanza vitale. Devono capire che negarle questo significa negarle la possibilità di crescere, di sperare in un futuro. O devo avere gli stessi desideri del padre di Eluana Englaro?». Parole che muoiono sul tavolo, davanti a una domanda che si ferma senza eco nella stanza, tra le carte dei certificati medici e lettere che iniziano «all’attenzione del signor ministro», «all’attenzione del sindaco», «del presidente»…

Laura Montanari
La Repubblica – Firenze

Commenti (1)

  1. fiorella:

    sono nel cuore di questi genitori purtroppo la realtà è questa mi dispiace dirlo ma prima di mandare certa gente a governare la prossima volta pensateci bene,vediamo dal nord al sud sempre lamentele giustificate di tagli nel settore della scuola specialmente sui disabili ma chi ci governa continua a ripetere che non è vero nulla allora chi ha ragione?Questi genitori che vivono realtà giornaliere non indifferenti o ci stanno prendendo in giro chi è in alto?A qesti genitori mi sento di dirgli solo dato che il sindaco di firenze è una persona che ogni mercoledi riceve i cittadini provate ad andare di persona e mettetelo al corrente provate anche questa strada.Auguri di tutto cuore