Torneo Cybathlon: ecco la tecnologia che può cambiare la vita dei disabili

CYBATHLON 2020

Utilizzare i mobili per la casa o affettare il pane sono compiti che la maggior parte delle persone fa senza pensare. Ma ce ne sono tante che hanno disabilità fisiche e che devono fare affidamento sull’aiuto tecnologico per attività essenziali come mangiare, fare il bucato o spostarsi da una stanza all’altra.

Cybathlon è un campionato globale, organizzato dall’ETH di Zurigo, in cui le persone con disabilità fisiche competono per eseguire attività quotidiane utilizzando tecnologie di assistenza all’avanguardia.

Il primo Cybathlon si è tenuto nel 2016 a Zurigo, in Svizzera, e il secondo si è svolto la scorsa settimana con un nuovo formato. A causa del coronavirus, oltre 50 squadre partecipanti in tutto il mondo hanno eseguito gli eventi nelle loro basi invece di recarsi a Zurigo. Sotto la supervisione di un arbitro e di un cronometrista, le gare sono state filmate e poi riviste dai giudici.

I team erano composti da ricercatori di università e aziende private, che hanno sviluppato la tecnologia, nonché un “pilota” che ha svolto il compito. Hanno gareggiato in sei discipline, tra cui la gara tra protesi di gamba alimentata, la gara tra esoscheletri elettrici, la gara tra bici con stimolazione elettrica funzionale e la gara tra interfacce cervello-computer.

Sedia a rotelle controllata dagli occhi

La sedia a rotelle A.EYE.Drive rileva gli oggetti circostanti ed è in grado di pianificare percorsi attorno agli ostacoli per raggiungere la sua destinazione.

Il team, guidato da Mahendran Subramanian, ha lavorato al modello per tre anni utilizzando la tecnologia e gli algoritmi di rilevamento degli occhi per aiutare le persone che sono paralizzate sotto l’anca o il collo.

Il pilota della squadra era Paul Moore, paraplegico da 40 anni. La sua sedia a rotelle viene azionata manualmente, ma dice che può essere problematico, tipo quando piove perché sue mani non sono libere per tenere un ombrello.

Braccio bionico

Un altro team partecipante ha creato una protesi bionica del braccio che include un feedback sensoriale che consente il riconoscimento di alcuni oggetti che sembrano ruvidi. La protesi viene attivata dalle attività muscolari e registrata da alcuni sensori sulla pelle per dare un controllo intuitivo della mano e del polso.

Durante la sfida, ai concorrenti è stato chiesto di mostrare le capacità di sensibilità della loro tecnologia identificando diversi oggetti e materiali in una “scatola aptica” utilizzando la protesi da sola e senza ausili visivi.

Gli eventi, però, non sono andati come previsto per nessuno dei due team. Il pollice sul braccio bionico si è rotto poco prima della gara, costringendo il team a utilizzare un prototipo. Questo inconveniente ha fatto piazzare la squadra al 13° posto. A vincere la gara è stata una protesi stampabile in 3D chiamata “Maker Hand”, creata dallo studente croato di design industriale Andrej Đukić.

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