Sclerosi multipla e Sla: scoperte cellule che potrebbero aiutare nel trattamento

sclerosi laterale amiotrofica

Un nuovo studio suggerisce che un gruppo di cellule immunitarie recentemente identificato ha salvato dalla morte le cellule nervose danneggiate e ha promosso la riparazione del sistema nervoso. Questa scoperta potrebbe rappresentare una nuova speranza per il trattamento di malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla (SM) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

La SM è una malattia neurodegenerativa autoimmune causata dall’attacco del sistema nervoso centrale (sistema nervoso centrale, cervello e midollo spinale) da parte del sistema immunitario, con conseguente infiammazione e morte neuronale. A causa della scarsa capacità rigenerativa, le persone con sclerosi multipla sperimentano una disabilità progressiva. Ecco perché sono necessarie nuove terapie per alleviare e invertire questo declino neurologico.

La modulazione della risposta immunitaria al danno del sistema nervoso centrale è stata considerata come una potenziale strategia per promuovere la neuroprotezione e la rigenerazione. Una conoscenza più approfondita delle cellule immunitarie e dei loro meccanismi d’azione può portare allo sviluppo di nuove immunoterapie che prevedano il recupero funzionale delle lesioni cerebrali.

Uno studio precedente condotto sulla degenerazione del nervo ottico ha dimostrato che il danno neuronale è stato prevenuto dallo zymosan, un estratto della parete cellulare fungina con proprietà neuroinfiammatorie. Questo composto ha indotto l’infiammazione, portando al salvataggio delle cellule gangliari della retina (RGC) dalla morte e promuovendone la rigenerazione. Tuttavia, i meccanismi non sono completamente compresi.

Ora, i ricercatori hanno utilizzato un modello murino (iniettato con zymosan dopo una lesione indotta nell’occhio) per comprendere meglio il meccanismo d’azione del composto. In risposta al trattamento, è stato osservato un accumulo di un nuovo tipo di neutrofili immaturi (globuli bianchi coinvolti nelle reazioni immunitarie) nel fluido vitreo (massa gelatinosa che riempie lo spazio nell’occhio tra il cristallino e la retina).

Queste cellule hanno mostrato proprietà protettive e rigenerative, poiché hanno impedito la morte di cellule nervose danneggiate nel nervo ottico e hanno parzialmente ribaltato il danno. I ricercatori hanno anche notato che queste proprietà erano mediate dalla secrezione dei fattori di crescita, proteine ​​in grado di stimolare la proliferazione cellulare e la guarigione delle ferite.

Per valutare ulteriormente il potere terapeutico di queste cellule, ai topi con lesioni nel nervo ottico e nel midollo spinale sono stati iniettati neutrofili immaturi. Negli animali è stata osservata una crescita di nuove cellule nervose, mostrando la capacità di questi neutrofili di innescare la rigenerazione neuronale in tutto il sistema nervoso centrale.

Nello studio, le cellule umane con caratteristiche simili a quei neutrofili immaturi trovati nei topi hanno anche mostrato una capacità di riparare e rigenerare il sistema nervoso. I ricercatori ora stanno progettando di isolare queste cellule e farle crescere in laboratorio per migliorare il loro effetto terapeutico. Le cellule potrebbero quindi essere iniettate direttamente nei pazienti e potenzialmente prevenire la progressione del deterioramento neurologico.

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