Quando sono stati inventati gli arti protesici?

protesi intelligenti

Gli arti protesici sono una delle invenzioni socialmente più importanti dei tempi moderni. La loro funzionalità ha fornito la possibilità alle persone nate senza uno o più arti o che hanno subito un’amputazione di riuscire a vivere in modo dignitoso in un ambito sociale e lavorativo di inclusione.

Un esempio lampante delle possibilità che offrono gli arti protesici sono state le ultime Paralimpiadi. Degli oltre 4.000 atleti partecipanti, più di un centinaio li possedeva, da garantirgli un’eccellente capacità competitiva in vari sport.

Diffusione degli arti protesici

Se l’invenzione degli arti protesici è recente, ci sono tracce di essi nei tempi antichi, con ritrovamenti che risalgono al 1000 a.C. La loro produzione si diffuse notevolmente durante il periodo della Prima Guerra Mondiale. Migliaia di soldati, di ritorno dai campi di battaglia, avevano subito gravi ferite in combattimento. Oltre all’impatto negativo sulla qualità della vita di questi ex soldati, si temeva anche che questo ciò potesse potenzialmente causare problemi economici a vari paesi. Con così tanti cittadini disabili, la forza lavoro si sarebbe impoverita in modo netto.

La soluzione? Germania e Francia iniziarono la produzione in massa di arti protesici. Certo, non erano così tecnologicamente avanzati come quelli che si vedono ai giorni nostri. Le protesi post-prima guerra mondiale non imitavano certo la forma umana, in quanto erano fatti per un solo scopo: funzionalità. Jules Amar, ingegnere francese e pioniere delle prime protesi, sostenne che esse non dovevano essere “schiave della natura”.

Cambiamento in base alle esigenze

La produzione basata sulle funzioni venne replicata in Germania. Tuttavia, nel corso degli anni, l’estetica degli arti protesici divenne sempre più importante. Per sopperire a varie problematiche sociali, vennero introdotte in Francia le prime protesi in legno. Recentemente, l’approccio estetico ha iniziato ad utilizzare la colata di gesso per replicare gli arti interessati, laddove possibile.

Ma mentre l’importanza dell’aspetto è cresciuta in modo esponenziale, è nuovamente ritornato in auge l’approccio funzionale, specialmente nelle Paralimpiadi. Le protesi indossate dai velocisti sono costruite per migliorare le loro prestazioni, piuttosto che sembrare simili ad una gamba umana. Una cosa che è sicuramente cambiata è la qualità degli arti protesici. La ricerca e la tecnologia moderna consentono di realizzare arti in fibra di carbonio e titanio, rendendoli forti e leggeri.

Campo di sviluppo

Una cosa che è diventata essenziale nella fabbricazione delle protesi è la sterilizzazione in autoclave, la quale viene utilizzata per riscaldare e pressurizzare le attrezzature, rendendole sterili. È anche usata in altri campi come la microbiologia, la scienza veterinaria e l’odontoiatria, ma ha costi elevati e richiede uno spazio piuttosto ampio.

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