Morbo di Alzheimer: alcuni vaccini possono ridurre il rischio di demenza?

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Possono i vaccini essere importanti per la prevenzione del morbo di Alzheimer? I ricercatori stanno approfondendo la questione dopo la scoperta che i vaccini contro l’influenza e la polmonite potrebbero anche aiutare a proteggere i pazienti affetti da Alzheimer dalla devastante perdita di memoria.

Svetlana Ukraintseva, professore di ricerca associata l’unità di ricerca sulla biodemografia dell’invecchiamento alla Duke University Social Science Research Institute, ha studiato un possibile legame tra il vaccino contro la polmonite e l’Alzheimer.

Il suo gruppo sta attualmente esaminando tali effetti su un gruppo composto da 50.000 persone. Altri vaccini verranno messi sotto esame.

Lo studio della Ukraintseva ha esaminato i dati di oltre 5.000 persone, di età pari o superiore a 65 anni, che si sono vaccinati contro la polmonite, scoprendo che tali vaccini riducono il rischio d’Alzheimer fino al 30%. Nelle persone non portatrici di uno specifico fattore di rischio genetico di Alzheimer, chiamato rs2075650 G, la riduzione del rischio arrivava fino al 40%.

La professoressa ha affermato di aver scelto quel particolare fattore di rischio genetico perché aiuta a regolare la barriera emato-encefalica. Questa barriera impedisce ai virus e ad altre sostanze nocive di entrare nel cervello. Una barriera indebolita potrebbe contribuire al morbo di Alzheimer.

Il vaccino antinfluenzale e l’Alzheimer

In un altro studio condotto quest’anno, le persone che hanno ricevuto uno o più vaccini antinfluenzali avevano il 17% in meno di probabilità di contrarre il morbo di Alzheimer. Inoltre, coloro si erano vaccinati più spesso avevano un ulteriore diminuzione del rischio del 13%.

Questi non sono gli unici studi che collegano i vaccini al rischio ridotto d’Alzheimer. In uno studio di qualche anno fa condotto su 4.000 persone di età pari o superiore a 65 anni, fu rilevato che le persone vaccinate contro la difterite, il tetano, la poliomielite o l’influenza avevano un rischio inferiore di demenza. In un altro studio, le persone con malattia renale cronica e vaccinatesi contro l’influenza avevano dal 30% al 40% in meno di probabilità di contrarre la demenza, rispetto a quelle che non si erano vaccinate.

In che modo i vaccini possono proteggere dal morbo di Alzheimer?

I ricercatori non lo sanno esattamente, ma hanno alcune teorie, come la prevenzione dell’infezione virale stessa, la quale può proteggere dalle complicazioni neurologiche dell’infezione.

Un’altra possibilità è incentrata sul sistema immunitario in generale. Invecchiando, si indebolisce e non può rispondere rapidamente o con la stessa forza ai virus e ad altre minacce come in gioventù. Inoltre, non è altrettanto buono a tenere le sostanze nocive fuori dal cervello o altrettanto efficiente nel riparare qualsiasi danno che si verifica all’interno.

Insomma, i vaccini non solo prevengono un tipo specifico di infezione, ma potrebbero anche dare un impulso generale al sistema immunitario.

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