Disabili intellettivi, orgogliosi di votare: basta dargli la possibilità di farlo!

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La campagna del Parlamento europeo del moderno nome #ThisTimeImVoting cerca di sensibilizzare le persone affinché si rechino in massa alle urne per le prossime elezioni europee. Nel 2009 e nel 2014, l’affluenza fu bassa. Ma c’è una parte della popolazione che vorrebbe ugualmente votare: le persone con disabilità intellettive. Precedentemente esclusi dalle candidature e dal voto, adesso questi diritti sono stati loro concessi in alcuni paesi europei.

In un’indagine sull’inclusione in Europa, gli stati membri dell’UE che attualmente ammettono al voto le persone sotto tutela sono 10. In altri 11, il diritto può essere esplicato da un giudice o un tutore, mentre in 6 il diritto al voto gli viene negato. Tra i recenti esempi c’è quello della Spagna. Nel 2018, il governo ha concesso il diritto al voto ai disabili intellettuali sotto tutela. Anche in Danimarca è accaduta la stessa cosa.

Per le persone disabili, avere questo diritto significa essere in grado di esercitarlo realmente. La politica e chi la rappresenta usa un linguaggio complesso, i programmi elettorali sono difficili da digerire, le forze dell’ordine non sono in grado di assisterle e le schede per votare sono spesso complicate.

In molti paesi, non viene accettata legalmente la presenza di un’altra persona, che sia familiare o tutore, all’interno della cabina per coadiuvare il disabile nell’atto del voto. Tutto ciò, di fatto, rende inaccessibile il voto a molti.

Per risolvere il problema ed incoraggiare le persone a votare, le associazioni dei disabili e delle loro famiglie affermano che c’è urgente bisogno di più informazioni in un linguaggio possibilmente comprensibile, oltre che riunioni elettorali in cui i politici si esprimano in modo comprensibile e un cambiamento nelle attitudini sociali, che spesso vedono la disabilità come qualcosa di estraneo alla società.

Ci sono ottimi progetti in grado di aprire la strada. In Scozia, ad esempio, la Commissione elettorale del Regno Unito insieme ad Enable Scotland hanno sviluppato dei laboratori interattivi, in cui le persone disabili intellettualmente possono incontrare i politici locali.

L’organizzazione svedese Studieförbundet Vuxenskolan ha indottrinato i politici ad utilizzare un linguaggio semplice, adatto alle persone con disabilità intellettive. Durante gli incontri, queste persone hanno avuto una migliore accessibilità alla materia. Inoltre, il governo svedese ha chiesto di aggiungere sulle schede elettorali i loghi dei partiti accanto ai nomi dei candidati in modo da rendere più semplice capire l’affiliazione.

Le persone con disabilità intellettive sono probabilmente la parte della popolazione che più apprezza il diritto al voto. Sono ben consapevoli di quanto facilmente possa essere loro negato. Inoltre, hanno idee chiare su ciò che vogliono e sono ansiosi di votare. L’Europa vuole una maggiore affluenza alle prossime elezioni continentali? Le persone con disabilità intellettive sono pronte.

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