Cosa prevede il Piano Colao per le persone con disabilità

Vittorio Colao

Vittorio Colao | Photo by Photo Valeriano DiDomenico

Cosa prevede il Piano Colao per le persone con disabilità contenuto all’interno del documento “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”? Secondo Giampiero Griffo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, i punti dedicati sono tre, contenuti nei numeri 82, 91 e 93 delle schede di lavoro.

Nel numero 82 si parla di inclusione degli studenti disabili; l’obiettivo è quello di rafforzare i processi e gli strumenti di inclusione immediatamente in modo da garantire l’accessibilità delle piattaforme comunicative, i sostegni educativi, gli strumenti necessari per le famiglie che sono attualmente sprovviste.

Nel documento viene anche ammesso come la chiusura delle scuole a causa dell’epidemia di coronavirus abbia fortemente penalizzato circa 250.000 studenti disabili, di cui una larga parte non ha usufruito dell’istruzione a distanza. Soprattutto quelli con disabilità intellettiva e relazionale hanno usufruito di un accesso limitato per mancanza di supporto, del tutto involontario, da parte delle loro famiglie. Pertanto, alla luce di tutto questo, le piattaforme telematiche devono essere implementate a favore dell’accessibilità, con soluzioni flessibili di educazione domiciliare, nonché sostegno alle famiglie e una più stretta collaborazione con il personale insegnante ed educativo.

Il documento delinea alcuni interventi importanti da effettuare prima dell’inizio del prossimo anno scolastico: efficiente strumentazione elettronica per la formazione a distanza; fornitura di strumenti informatici per le famiglie sprovviste; accompagnamento educativo a domicilio.

Nel numero 91 si parla invece di potenziare i progetti terapeutico-riabilitativi individuali utilizzando Budget di Salute e dei Progetti Personalizzati di Vita Indipendente, entrambi strumenti atti alla realizzazione di un welfare di inclusione e alternativi al ricovero presso strutture residenziali, soprattutto alla luce di quanto è accaduto al loro interno: una evidente vulnerabilità al contagio da Covid-19.

Infine, nel numero 93 si parla di politiche del lavoro da organizzare appositamente per le persone con disabilità. In che modo? Misure ad hoc, inclusione e un report periodico unico ISTAT sui lavoratori sia disabili che non disabili; si accenna anche ad un albo nazionale tutor per sostenere i lavoratori disabili sul posto di lavoro.

Non solo in questi tre punti viene specificamente trattata la disabilità nel documento. In altri, si parla di rilancio del turismo che contempli accessibilità per tutti e qualità. Inoltre, quasi alla fine del documento, si parla di principi che si basano sull’accessibilità universale e il superamento delle diseguaglianze e delle discriminazioni. Alle persone con disabilità spetta pieno diritto alla salute, all’educazione, alla mobilità, al lavoro, al turismo, alla partecipazione, al tempo libero e al sostegno.

Tutte queste buone intenzioni contenute all’interno del documento devono poi però trasformarsi in fatti. In Italia le discriminazioni e le diseguaglianze sono ben presenti; a crearle è la stessa società, molto spesso restia ad accettare le persone con disabilità all’interno della vita quotidiana. Le leggi italiane e quelle internazionali, in questo, sono la base su cui si poggiano le proposte contenute nel documento. Vanno soltanto applicate alla lettera.

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