Bulgaria e la vergognosa situazione a cui sono costretti molti disabili

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Nel 2014, People & Power rivelò il trattamento disumano delle persone con disabilità nelle case di cura statali della Romania. La cosa inquietante è che l’UE continui ancora a finanziare queste istituzioni. A distanza di cinque anni, le accuse di abbandono e maltrattamenti non arrivano solo dalla Romania, ma anche dai Paesi vicini.

La Bulgaria ha affrontato in passato il terribile problema del maltrattamento di bambini e giovani disabili, chiudendo grandi istituzioni statali in cui era avvenuto. Una parte di questo programma di riforma è la creazione di quelle che vengono chiamate “case per piccoli gruppi”, che ospitano un massimo di 15 bambini e ragazzi. Purtroppo, la realtà all’interno di queste case è scioccante: abuso, abbandono e segregazione.

Disability Rights International, un’associazione a scopo benefico, ha raccolto le prove di ciò che accadeva. Alcuni resoconti sono profondamente angoscianti. A parte gli interni accoglienti, dietro una porta chiusa a chiave c’era un uomo nudo e in totale isolamento. In un altro centro, era presente una costruzione in legno sbarrata, chiaramente progettata come cella di detenzione. Alcuni voci affermavano che sia stata usata per un giovane ragazzo cieco durante notte, apparentemente tenuto lì quando non c’era abbastanza personale per garantire la sua sicurezza.

Come altri Stati membri dell’UE, la Bulgaria ha ricevuto milioni di euro di aiuti dall’Unione Europea per promuovere un programma di “deistituzionalizzazione”. Durante le varie visite in Bulgaria, la Disability Rights International ha raccolto prove inquietanti all’interno di case di gruppo che avevano ricevuto finanziamenti dall’UE. Inoltre, sono diverse le accuse di abusi e violenze.

In una dichiarazione a People & Power, le autorità bulgare hanno respinto quanto affermato dalla Disability Rights International come “tendenziose”, “non rappresentative” e “volte a sottovalutare il processo di de-istituzionalizzazione in Bulgaria”.

Hanno anche affermato di aver chiuso 116 istituti specializzati in Bulgaria e che un numero molto limitato di bambini con disabilità nel Paese è posto in strutture residenziali. Inoltre, hanno respinto le accuse secondo cui i soldi destinate alle case di gruppo venivano spesi per gli edifici piuttosto che per il personale. Secondo le autorità, la maggior parte delle riforme è finanziata dallo stato, con oltre 450 milioni di euro stanziati dal bilancio dello Stato e 260 milioni di euro dall’UE. Infine, hanno negato che ci siano state violazioni dei diritti umani all’interno delle case.

Forse queste autorità non sanno che esiste un’importante convenzione, ratificata dall’UE nel 2010 e di cui tutti i suoi Stati membri sono firmatari: la “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità” e stabilisce il loro diritto a vivere nella comunità. Ma, se la stessa UE non vigila sulle modalità con cui vengono utilizzati i finanziamenti che elargisce ai Paesi membri per aiutare le persone disabili, disattende la stessa Convenzione e diventa complice di orribili vessazioni fisiche e psicologiche.

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