Il sollevatore mobile passivo è un ausilio progettato per trasferire in sicurezza le persone che non possiedono autonomia motoria né capacità di collaborazione fisica. A differenza delle versioni attive, questo dispositivo sostiene integralmente la persona durante lo spostamento tra letto, carrozzina, poltrona o pavimento, sollevandola senza richiedere alcun tipo di sforzo muscolare da parte sua.
L’impiego del sollevatore garantisce movimenti delicati e controllati per il paziente e protegge la salute degli operatori e dei familiari, azzerando le sollecitazioni sulla colonna vertebrale legate alle manovre manuali di sollevamento.
Come funzionano i sollevatori mobili passivi e quando utilizzarli
Dal punto di vista meccanico, il sollevatore passivo sfrutta un sistema di sollevamento a braccio sospeso montato su un telaio con ruote. Il paziente viene accolto in un’imbragatura ergonomica in tessuto, che viene poi fissata al bilancino della struttura tramite apposite fettucce di ancoraggio.
Gli elementi strutturali che compongono il dispositivo sono:
- Base mobile a bracci divaricabili: la struttura inferiore provvista di ruote pivoettanti. Le gambe del telaio si allargano meccanicamente o elettricamente per abbracciare l’ingombro di poltrone, carrozzine o letti.
- Colonna portante e braccio sollevatore: l’asse verticale che ospita l’attuatore elettrico o il pistone idraulico incaricato di alzare e abbassare il braccio meccanico.
- Bilancino di sospensione: il supporto a due o quattro punti d’aggancio a cui si assicurano i tiranti dell’imbragatura, stabilizzando la postura del paziente in volo.
- Centralina e pulsantiera di comando: l’unità elettrica a bassa tensione alimentata a batteria, con cui l’operatore gestisce i movimenti di salita e discesa con una sola mano.
Questo tipo di ausilio diventa indispensabile nei quadri clinici caratterizzati da assenza totale di controllo del tronco e degli arti inferiori, come nella tetraplegia, nelle fasi avanzate di patologie neurodegenerative o negli stati comatosi.
Inserire il sollevatore nella routine di cura elimina l’impiego della forza bruta. In questo modo si azzera l’incidenza di microtraumi discali per chi assiste e si offre al paziente un trasferimento progressivo, esente da strattoni o prese dolenti sotto le ascelle.
Come scegliere l’imbragatura e il modello più adatto
La riuscita del trasferimento dipende in larga parte dall’imbragatura, che rappresenta l’interfaccia diretta tra la struttura meccanica e il corpo della persona. Bisogna utilizzare un telo idoneo previene posture scorrette, compressioni nervose e fastidiosi sfregamenti cutanei.
I fattori tecnici da prendere in esame prima della scelta includono:
- Morfologia dell’imbragatura: esistono modelli contenitivi a schienale alto con poggiatesta per chi non controlla il capo, teli sagomati da igiene con apertura centrale per le operazioni di pulizia e varianti in rete sintetica drenante per l’uso sotto la doccia.
- Capacità di carico del dispositivo: la struttura deve essere dimensionata sul peso dell’assistito, con portate che vanno dai 130-150 kg per i modelli standard da casa fino ai 250 kg e oltre per i dispositivi bariatrici.
- Taglia e proprietà del tessuto: le dimensioni variano dalla S alla XXL. Le stoffe devono garantire traspirabilità, morbidezza e assenza di cuciture in rilievo nei punti di maggiore pressione.
- Sistemi di divaricazione della base: la regolazione dell’ampiezza delle gambe tramite pedaliera o pulsante elettrico agevola l’accesso attorno ad arredi ingombranti.
Solo scegliendo la misura corretta si evita l’effetto di scivolamento in avanti o l’eccessiva compressione della zona cosciale.
Un’imbragatura proporzionata distribuisce il peso corporeo in modo uniforme su tutta la superficie di appoggio. Questo bilanciamento protegge l’integrità della cute fragile e infonde serenità all’assistito durante la fase di stacco dalla seduta.
Normative di sicurezza e manovrabilità negli spazi domestici
Trattandosi di un dispositivo medico destinato alla movimentazione di persone, il sollevatore passivo risponde ai requisiti della direttiva europea UNI EN ISO 10535, che stabilisce le prove di carico, la stabilità statica e i dispositivi di protezione obbligatori.
Le dotazioni di sicurezza necessarie sul dispositivo comprendono:
- Discesa d’emergenza ad azionamento manuale: un dispositivo meccanico che sblocca l’attuatore consentendo la discesa graduale del paziente anche in caso di blocco della batteria o guasto elettrico.
- Pulsante di arresto rapido: lo sblocco d’emergenza a fungo collocato sulla centralina che interrompe l’alimentazione al motore con una singola pressione.
- Interasse e raggio di curva: la lunghezza complessiva del telaio e l’altezza delle ruote determinano l’agilità nei passaggi stretti o nei cambi di direzione nei corridoi domestici.
- Freni sulle ruote posteriori: i meccanismi di stazionamento utili per bloccare il sollevatore quando viene riposto o durante le fasi di preparazione.
Prima di inserire l’ausilio in casa occorre misurare l’ampiezza dei vani porta, verificare la regolarità delle pavimentazioni e accertarsi che sotto il letto ci sia lo spazio libero sufficiente (luce da terra) per l’ingresso delle gambe della base.
Se la struttura del letto o del divano è chiusa fino a terra, le gambe del sollevatore non riescono a inserirsi al di sotto. In questi contesti diventa impossibile avvicinare il bilancino al corpo del paziente, rendendo necessario l’utilizzo di sollevatori con basi a basso profilo o la modifica dei supporti del letto.
Manutenzione, gestione delle batterie e uso corretto quotidiano
Per conservare il sollevatore in perfette condizioni servono poche attenzioni quotidiane, concentrate soprattutto sulla batteria e sul tessuto dell’imbragatura. Un controllo rapido prima di ogni utilizzo evita guasti improvvisi e protegge il paziente da qualsiasi rischio durante il trasferimento.
Le buone prassi per una gestione tecnica corretta includono:
- Gestione della batteria: conviene collegare la centralina alla presa di corrente ogni sera, senza attendere che la carica sia del tutto esaurita.
- Ispezione dei teli: prima di ogni manovra è bene dare un’occhiata alle cuciture, ai passanti e allo stato di conservazione delle fettucce di aggancio.
- Igiene delle superfici: la pulizia periodica del telaio, della maniglia e della pulsantiera va fatta con disinfettanti neutri non aggressivi.
- Revisione tecnica annuale: il controllo periodico da parte di un tecnico qualificato serve a verificare il motore, il bilancino e lo stato di usura delle ruote.
Se la batteria rimane carica, il braccio meccanico risponde subito senza incertezze durante il sollevamento.
L’ispezione del telo richiede pochi secondi prima dell’aggancio, ma ti dà la certezza assoluta che le fettucce mantengano la presa senza cedere. Consigliamo di annotare le verifiche su un registro interno per ricordare le scadenze e a programmare per tempo la sostituzione delle parti usurate.
Qual è la differenza tra sollevatore mobile attivo e passivo?
Il sollevatore passivo sostiene interamente il peso del paziente ed è destinato a persone prive di capacità motoria. Il sollevatore attivo (o verticalizzatore) aiuta la persona ad alzarsi in piedi e richiede una parziale forza negli arti inferiori e il controllo del tronco.
I freni delle ruote devono essere azionati durante il sollevamento?
No. Durante il sollevamento le ruote devono rimanere sbloccate in modo che il dispositivo possa autoregolarsi trovando il centro di gravità corretto sotto il carico. I freni si azionano solo durante la fase di posizionamento dell’imbragatura o quando il dispositivo è a riposo.
È possibile raccogliere un paziente caduto a terra con il sollevatore passivo?
Sì, la maggior parte dei sollevatori passivi moderni possiede una corsa del braccio sufficientemente estesa per permettere il recupero del paziente direttamente dal pavimento, utilizzando un’imbragatura idonea.
Come si sceglie la misura corretta dell’imbragatura?
La misura si seleziona in base al peso del paziente, alla circonferenza del tronco e all’altezza delle spalle. Un’imbragatura troppo grande rischia di far scivolare la persona, mentre una troppo piccola causa dolorose compressioni.
Come ci si comporta in caso di guasto elettrico con il paziente sospeso?
I sollevatori passivi sono dotati di un meccanismo manuale di discesa di emergenza posizionato sull’attuatore. Azionando la leva o la ghiera dedicata, il braccio scende lentamente permettendo di adagiare in sicurezza l’assistito sul letto o sulla sedia.



