Paraplegia: cause, forme cliniche, riabilitazione e diritti di legge

La paraplegia è la perdita della funzione motoria e sensitiva agli arti inferiori, al tronco e agli organi pelvici. La causa principale è un danno alle vie nervose del midollo spinale nei tratti dorsale, lombare o sacrale, che blocca il passaggio dei segnali nervosi tra il cervello e la parte inferiore del corpo.

paraplegia cause

Il quadro clinico compare a seguito di traumi vertebrali violenti, patologie vascolari, infezioni o malattie genetiche a decorso progressivo. Il percorso di cura unisce l’intervento medico-chirurgico iniziale, la riabilitazione neuromotoria continua e l’accesso alle tutele medico-legali previste dallo Stato.

I moderni ausili per la mobilità e il lavoro delle équipe sanitarie specializzate consentono di mantenere l’autonomia personale, lavorativa e sociale nel lungo termine.

Cause principali e tipologie di lesione midollare

I danni al midollo spinale si dividono tra origini traumatiche e cause mediche atraumatiche. I traumi colpiscono con frequenza i giovani per via di incidenti, mentre i processi degenerativi o vascolari aumentano con l’età avanzata.

L’interruzione delle vie nervose deriva da quadri specifici:

  • Traumi vertebrali ad alta energia: incidenti su strada, infortuni nei cantieri, cadute o scontri durante attività sportive che provocano la frattura o la lussazione delle vertebre con schiacciamento del midollo.
  • Problemi vascolari e ischemie spinali: occlusioni dell’arteria spinale anteriore, ictus midollari o emorragie da malformazioni vascolari che tolgono ossigeno alle cellule nervose.
  • Tumori e masse compressive: neoplasie primitive del canale vertebrale, metastasi ossee o cisti che premono sui fasci nervosi.
  • Infezioni e malattie infiammatorie: mieliti trasverse, complicanze della sclerosi multipla o ascessi spinali che danneggiano la guaina mielinica.

La classificazione medica ASIA distingue la gravità del deficit. La lesione midollare completa azzera ogni funzione motoria e sensitiva al di sotto del punto del danno, compresa l’area sacrale. La lesione midollare incompleta lascia invece attive alcune vie nervose, garantendo sensibilità residua o piccoli movimenti controllati delle gambe, con maggiori possibilità di recupero funzionale durante gli esercizi di fisioterapia.

Differenze anatomiche tra paraplegia e tetraplegia

La posizione del danno lungo la colonna vertebrale stabilisce l’estensione della paralisi corporea. Una lesione situata dal tratto toracico in giù blocca solo gli arti inferiori, mentre un danno nel tratto cervicale coinvolge tutti e quattro gli arti.

Il confronto clinico tra paraplegia e tetraplegia evidenzia quadri funzionali molto precisi, ovvero:

Nelle lesioni del tratto cervicale (vertebre da C1 a C8), la paralisi colpisce gambe, tronco e braccia. Danni nei segmenti alti da C1 a C4 bloccano anche il muscolo diaframma, imponendo l’uso di un ventilatore polmonare. Nei livelli da C5 a C8 la persona muove le spalle e piega i gomiti, ma perde la presa fine delle dita delle mani.

Nelle lesioni toraciche, lombari e sacrali (da T1 a S5), le braccia, le spalle e le mani conservano la forza naturale. Chi vive con questa condizione muove la carrozzina a spinta manuale, guida vetture adattate e gestisce la cura del corpo in autonomia. La stabilità del busto dipende dall’altezza del danno toracico: lesioni basse permettono un ottimo controllo della schiena e dei muscoli addominali.

Forme genetiche e paraplegia spastica ereditaria

Le alterazioni della motilità degli arti inferiori possono derivare da mutazioni genetiche trasmesse in famiglia. Questo gruppo di patologie provoca la degenerazione progressiva delle vie piramidali spinali e determina una forte rigidità muscolare, nota come paraplegia spastica o paraparesi spastica ereditaria.

La paraplegia ereditaria si trasmette con modalità dominante, recessiva o legata al cromosoma X. I primi disturbi compaiono durante l’infanzia o nei giovani adulti, con rigidità alle ginocchia, camminata sulle punte dei piedi, contrazioni muscolari dolorose e rapido affaticamento durante i passi.

La riduzione del tono muscolare eccessivo si ottiene con farmaci miorilassanti per bocca o con pompe sottocutanee di baclofene a infusione continua nello spazio intratecale. I medici ricorrono anche a infiltrazioni locali di tossina botulinica nei muscoli rigidi e prescrivono sedute di allungamento fisioterapico per bloccare le deformità articolari e preservare il cammino.

Percorsi di riabilitazione e gestione della quotidianità

Il trattamento specialistico inizia nei reparti di Unità Spinale subito dopo la stabilizzazione chirurgica o medica della colonna. L’addestramento neuromotorio insegna le tecniche per muoversi in sicurezza, prevenire problemi secondari e sfruttare gli ausili moderni.

Il lavoro riabilitativo si concentra su obiettivi precisi:

  • Rinforzo muscolare e passaggi posturali. Esercizi mirati a potenziare le braccia, controllare l’equilibrio da seduti e trasferirsi senza aiuto dalla sedia al letto, alla macchina o al wc.
  • Controllo della vescica e dell’intestino. Apprendimento dell’autocateterismo a intervalli regolari e rispetto degli orari per lo svuotamento intestinale, evitando infezioni e blocchi.
  • Protezione della pelle e piaghe da decubito. Ispezione visiva quotidiana del corpo, sollevamenti periodici del bacino e uso di cuscini o materassi con celle ad aria.
  • Uso degli ausili per gli spostamenti. Scelta della carrozzina superleggera su misura, prova di verticalizzatori ed eventuale uso di esoscheletri robotici per la postura eretta.

La terapia occupazionale aiuta a riorganizzare la cucina, il bagno e la postazione di lavoro a casa. L’affiancamento psicologico sostiene l’adattamento alla nuova condizione fisica, facilitando il ritorno agli studi, al lavoro e alle attività sportive adattate.

Riconoscimento dell’invalidità civile e indennità

La perdita permanente della motilità alle gambe dà accesso ai supporti economici e sanitari erogati dallo Stato. La paraplegia dà diritto all’invalidità civile al 100% per inabilità lavorativa totale, certificata dalle commissioni mediche integrate tra ASL e INPS.

I benefici economici e le prestazioni sanitarie previste dalla legge includono:

  • Pensione di inabilità civile: importo mensile versato dall’INPS tra i 18 e i 67 anni, legato ai limiti di reddito personale fissati ogni anno.
  • Indennità di accompagnamento: contributo mensile concesso a chi non deambula in modo autonomo, versato a prescindere dal reddito personale o familiare.
  • Ausili e protesi a carico del Servizio Sanitario: fornitura gratuita di carrozzine, cuscini antidecubito, letti ortopedici, cateteri e presidi assorbenti inseriti nel Nomenclatore Tariffario.
  • Esenzione dal ticket sanitario: copertura delle spese per visite specialistiche, esami del sangue, accertamenti radiologici e farmaci legati alla lesione.

La richiesta parte con l’invio telematico del certificato medico da parte del medico curante, a cui segue la domanda formale sul portale INPS o tramite un ufficio di patronato.

Agevolazioni previste dalla Legge 104 e inclusione

La tutela per chi ha una disabilità motoria grave è garantita dallo stato di handicap grave. I diritti legati alla paraplegia secondo la Legge 104 (articolo 3, comma 3) offrono permessi lavorativi e sgravi fiscali per la persona e per i familiari che prestano assistenza.

Le agevolazioni previste dalle norme comprendono:

  • Permessi sul lavoro retribuiti. Tre giorni di assenza al mese coperti da contributi INPS, utilizzabili dal lavoratore con disabilità o dal familiare di supporto.
  • Congedo straordinario retribuito. Fino a due anni di assenza dal lavoro nell’arco della carriera per il coniuge, il convivente, i genitori o i fratelli conviventi.
  • Sede lavorativa vicina a casa. Diritto a scegliere il luogo di lavoro più comodo e divieto di trasferimento senza accordo tra le parti.
  • Agevolazioni per l’acquisto dell’automobile. IVA ridotta al 4%, detrazione IRPEF del 19% sulla spesa del veicolo con comandi adattati ed esenzione a vita dal bollo auto.

I Comuni erogano inoltre contributi a fondo perduto per installare montascale, rampe o ascensori nei condomini privati secondo la Legge 13/89, facilitando l’eliminazione dei dislivelli e l’accesso agli spazi pubblici.

FAQ – Domande frequenti

La paraplegia è una condizione sempre permanente?

Nelle lesioni midollari complete la perdita motoria non regredisce, mentre nelle forme incomplete la fisioterapia costante permette recuperi funzionali parziali.

Qual è la differenza tra paraparesi e paraplegia?

La paraparesi indica una debolezza muscolare con motilità ridotta, mentre la paraplegia definisce la perdita totale del movimento volontario alle gambe.

Una persona paraplegica può guidare l’automobile?

Sì, con la patente speciale B si guidano veicoli allestiti con freno e acceleratore a leva manuale sul volante.

L’indennità di accompagnamento spetta per la paraplegia?

Sì, i medici legali INPS la concedono a chi non cammina autonomamente e necessita di supporto continuo per gli atti giornalieri.

Come si evitano le lesioni cutanee da decubito?

Si usano cuscini antidecubito ad aria, si cambia posizione ogni venti minuti sollevando il corpo sulle braccia e si controlla la pelle ogni sera.

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