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notizie> 02 agosto 2012

Oscar Pistorius a Londra: un sogno diventato realtà

GEMONA (UD) – Oscar Pistorius è divenuto il primo disabile nella storia a partecipare tra le file dei normodotati, alle Olimpiadi di Londra.
Un traguardo davvero difficile ma che ha portato una gioia infinita all’atleta, impegnato da diversi giorni con gli allenamenti a Gemona del Friuli, città divenuta seconda casa per lo sportivo,  testimonial del progetto GEMONA Città dello sport e del benstare.

“Il progetto, spiega il Sindaco Paolo Urbani, nasce dalla necessità di voltare pagina dopo la ricostruzione della città dopo il terremoto del ’76,  e dare fiato all’economia locale. La ns. scelta si è orientata su Pistorius sapendo che la sua persona avrebbe attirato sul progetto e sulla città non solo l’attenzione del mondo sportivo in senso stretto ma anche un “mondo” che ogni giorno si batte per far valere i suoi diritti, cercando l’integrazione con tutte le forze.”

Oscar Pistorius con Laura Sandruvi (© Foto Soravito)

Il campione sudafricano è stato sempre molto disponibile  e giovedì scorso ha voluto salutare i sindaci del Comune di Gemona e di Montenars prima di partire per Londra, e io non mi sono lasciata sfuggire l’occasione per conoscerlo.

Le paraolimpiadi di Londra sono state definite “il  secondo evento sportivo dopo le Olimpiadi”, davanti addirittura a mondiali di calcio o nuoto. Infatti ci sarà la partecipazione di più di 4 mila atleti  e ben 165 paesi in lizza, dando parecchio risalto a livello mediatico. Siamo di fronte a un nuovo modo di pensare, anche grazie ad atleti straordinari come Pistorius, inserito tra le prime 100 persone più influenti nella rivista inglese Time e questo mese in copertina su Men’s Health.

“Ero in palestra ad allenarmi” ha dichiarato l’atleta, “quando ho avuto la notizia della convocazione, ho passato due giorni di euforia, puntavo da anni a questo obiettivo, sono molto contento”.

“Negli ultimi anni” grazie alle Paraolimpiadi, la gente ha capito che la disabilità è una condizione che non deve preoccupare; sono le abilità a renderci abili e non le disabilità a renderci disabili. Siamo un paese ancora molto diviso, ma nulla come lo sport ci unisce, spero di essere un riferimento.”

Oscar  ha ormai dimenticato le polemiche sulle sue protesi, dopo che è stato scientificamente dimostrato che non provocano vantaggi: “non posso più perdere tempo a convincere tutti, ad occuparmi delle malignità. Voglio solo pensare a correre, correre veloce. L’obiettivo per Londra? “ovviamente il mio sogno è arrivare in finale, anche se per ora è difficile battere il tempo dei 44”7.”

L’atleta gareggerà sia per la staffetta sia per i 400, senza dimenticare che due settimane dopo le Olimpiadi sarà atteso anche alle Paraolimpiadi.

“Per me è altrettanto importante, difenderò i titoli di 100,200,400 e correrò anche la 4×100. Dovrò confrontarmi con avversari di grande valore, molto veloci”.

Oscar è arrivato al traguardo delle Olimpiadi dopo 5 anni di duro lavoro, a Roma ha corso la sua prima gara  mentre a Lignano Sabbiadoro nel 2011 ha raggiunto il suo record con 45”07. Ha vinto 4 ori e un bronzo nei Giochi Paraolimpici. A Pechino si è imposto nei 100,200 e 400 m.

Con le sue protesi  in fibra di carbonio “Cheetach” il fenomeno Pistorius è divenuto ormai il testimonial “della normalità”. Può correre,  gareggiare alla Olimpiadi e Paraolimpiadi, insegnando a tutti noi che “una disabilità equivale a molte altre abilità, basta solo metterle a frutto”.

Il nostro “Dream Runner “ (prendendo spunto dall’ ultima autobiografia di Gianni Merlo) è diventato il simbolo della tenacia e della determinazione. Una meravigliosa lezione di vita.

Laura Sandruvi
Fonte: disablog.it

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