ROMA – “Le case famiglia rischiano la chiusura, mentre basterebbe il milione e 850 mila euro, previsto in bilancio e non ancora concesso, per dar loro una boccata d’ossigeno”: così Daniele Ozzimo, vicepresidente della Commissione Politiche Sociali e consigliere PD di Roma Capitale, in una nota denuncia la situazione delle 54 strutture per persone disabili che, a Roma, rischiano la chiusura. Una storia iniziata più di 5 anni fa: quando cioè, nel marzo 2007, il comune di Roma “non ha adeguato le rette corrisposte alle Case agli effettivi costi di gestione, versando meno del 50% di quello che servirebbe”. Numerose le denunce dei responsabili dei servizi, a cui hanno fatto seguito le rassicurazioni dell’amministrazione: il 30 novembre 2011 il consiglio comunale, con il voto di maggioranza e opposizione, decise di dare alle case famiglia parte dei soldi arretrati dovuti ma mai corrisposti. Con quei soldi si sarebbe allontanato il rischio di chiusura per molte case. Quei soldi però, non sono mai stati versati. Tuttora, quindi, meno del 50% del necessario viene oggi corrisposto alle 54 Case famiglia che assistono a Roma 380 persone con disabilità gravi. “Le associazioni che sostengono le Case famiglia si sentono prese in giro – dichiarano in una nota -avevano ricevuto l’assicurazione da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, che avevano dichiarato il tema come prioritario”. In particolare, “c’era un preciso impegno del vicesindaco Sveva Belviso”, riferisce Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale, “Se non troviamo i finanziamenti indispensabili per coprire i costi delle Case – annuncia – saremo costretti a riconsegnare al Sindaco le chiavi delle 54 strutture”.
Le associazioni che operano a sostegno delle persone con disabilità si rivolgono quindi alle istituzioni tutte – Roma Capitale, Provincia, Regione Lazio – per trovare subito soluzioni percorribili.”Chiediamo il rispetto degli impegni presi, per garantire l’indispensabile – hanno aggiunto Ciro De Geronimo di Confcooperative Lazio, Pino Bongiorno di Legacoopsociali Lazio, Eugenio De Crescenzo di AGCI Lazio – le Case famiglia sono la metà di quante ne servirebbero, chiediamo un impegno serio a favore dei cittadini più deboli, dove andranno altrimenti i prossimi? In istituto? Le case sono un patrimonio per la città. Vere e proprie abitazioni che rappresentano la casa, la famiglia, la vita intera di persone altrimenti completamente sole”.
“Mentre Alemanno grida allo scandalo dei tagli imposti peraltro dal suo Governo Berlusconi contemporaneamente da quattro anni è alla guida del valzer degli sprechi – denuncia Daniele Ozzimo – 1,5 milioni di euro buttati via per una passerella di progetti rimasti su carta, 250 mila euro spesi per gli stati generali del sociale risorse che sarebbe stato meglio investire in servizi, 15 milioni l’anno sprecati in incarichi esterni”.
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