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notizie> 20 maggio 2012

Soldi per i disabili, ma è una truffa: spariti 60 mila euro, undici arresti

PERUGIA – Un sorriso, modi decisi, la richiesta a cui non si può dire di no, la beneficenza come chiave per far aprire i portafogli e i soldi che, invece di aiutare i malati di sclerosi multipla, finiscono in un conto corrente postale. Svuotato due ore dopo il deposito.Insomma una truffa. Che ha scoperto la guardia di finanza di Perugia arrestando undici persone.
L’inchiesta è partita lo scorso luglio da Perugia, ha fatto il giro d’Italia (Torino, Rieti, Bergamo, Orbassano, Palermo, Roma e Bari) e ha permesso di scoprire un’organizzazione che costituiva onlus fasulle in nome dei malati di sclerosi multipla, raccogliendo fondi che poi finivano nelle tasche del gruppo. Che ha pensato a tutto. Anche a reclutare volontari da mandare in strada per raccogliere i fondi.

La stecca.Naturalmente chi raccoglieva fondi aveva una percentuale sugli incassi.A dare una mano all’indagine alla guardia di finanza (ha operato la Compagnia di Perugia guidata dal capitano Stefano Perillo) anche lo staff delle Iene con il giornalista perugino Mauro Casciari .

Gli investigatori.Coordinati dal pm Giuseppe Petrazzini (le ordinanze di custodia cautelare sono firmate dal gip Alberto Avenoso)i finanzieri hanno messo sotto controllo i telefonini della banda a cui è contesta l’associazione per delinquere. E nelle comunicazioni intercettate venivano date indicazioni ai volontari: «Scegliete gli ospedali come obbiettivo, muovetevi senza scrupoli». A Perugia l’assalto della beneficenza è andata in scena davanti al Santa Maria della Misericordia e davanti a un centro commerciale.

In provincia. Ma il gruppo dei finti benefattori, ha agito, anche a Foligno.Il sistema era rodatissimo. Veniva costituita una onlus (la prima ad entrare in azione è stata la Smaev nel 2008) che raccoglieva fondi usando i malati. «Ci dà i soldi? Servono per le carrozzine delle nostre case famiglia», era la frase di approccio nei confronti di chi doveva dare i soldi. In genere le persone venivano abbordate nei parcheggi, quando c’erano auto in fila. Così nessuno aveva la possibilità di chiedere spiegazioni prima di dare l’obolo. I soldi raccolti davanti al Santa Maria della Misericordia venivano versati nell’ufficio postale di San Sisto. In tre mesi la finanza ha recuperato 60mila euro, soltanto 900 sono stati realmente versati in beneficenza. Le onlus cambiavano spesso nome, soprattutto dopo che gli affiliati all’organizzazione venivano controllati dalle forze dell’ordine. Ma tutte le volte le onlus avevano sigle simili all’Aism la vera associazione che raccoglie fondi per combattere la sclerosi multipla.

I veri volontari. «La nostra associazione – spiega Adriana Grigi, vice presidente dell’Aims di Perugia- soltanto due volte l’anno, a marzo con le gardenie e a ottobre con le mele, effettua raccolta di fondi in strada. Per noi il danno all’immagine è incalcolabile. Naturalmente tutte le nostre donazioni hanno un obiettivo ben preciso». «Per evitare di dare soldi a chi opera le truffe- spiega il comandante provinciale delle fiamme gialle, il colonnello Vincenzo Tuzi- basta controllare sul sito dell’Agenzia delle Entrate i nomi delle onlsu accreditate». La banda dei furbetti sosteneva di gestire trentasei case famiglia per malati di sclerosi multipla.

Gli arrestati. In carcere sono finiti Davide Pagnotta, 34 anni di Roma; Vincenzo Ricci, 40 anni di Aprilia, Luca Zarù 39 anni di Velletri; Mario Brancato di 38 anni residente in provincia di Catania e Vincenzo Martinelli, 28 anni tarantino che, insieme a Tamara Bagnetti, 28 anni di Roma, è il leader dell’organizzazione. Con la Bagnetti sono ai domiciliari anche Giuliano Senatore, 33 anni pugliese della provincia di Andria e Trani; Marco Scarano, torinese di 25 anni, Luigi Cortellino, 34 anni di Bisceglie (Bari); Gaetano Maglione, 39 anni di Molfetta (Bari) e Roberta De Angelis, 41 anni di Roma.

Luca Benedetti
La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.ilmessaggero.it

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