Cerca nell'archivio


notizie> 06 maggio 2012

Torre del Greco, sospesa l’assistenza ai disabili: esplode la protesta

TORRE DEL GRECO (NA) – «Dobbiamo lottare per la vita dei nostri figli, non certo per i loro diritti». È amareggiato Pasquale Polese, padre di un ragazzo di 30 anni, cerebroleso e con difficoltà di deambulazione. Un’amarezza provocata dalla sospensione delle sei ore di assistenza a settimana fornite dal Comune grazie a una serie di associazioni di volontariato che operano sul territorio. Un stop arrivato nei giorni scorsi e comunicato attraverso una fredda telefonata dai competenti uffici dell’ente di palazzo Baronale: «Il telefono – spiega il padre del trentenne – è squillato intorno alle 20. Dall’altro capo, una componente dell’ufficio assistenza sociale mi comunicava, con voce evidentemente dispiaciuta, che il servizio dal giorno dopo non sarebbe stato assicurato. Alla mia richiesta di spiegazioni, mi è stato detto di rivolgermi alla responsabile dell’ufficio d’ambito».

Tutto ciò per la mancata proroga del servizio assistenziale, in attesa che venga espletata una nuova gara. E così centinaia di famiglie che vivono con un parente diversamente abile si sono trovate dall’oggi al domani senza più una persona che almeno per sei ore a settimana potesse alleviare il loro disagio, permettendo loro di fare una commissione o di potere stare semplicemente per qualche istante con il pensiero più libero: «Mio figlio – prosegue Pasquale Polese – ha bisogno di un’assistenza 24 ore su 24, perché soggetto a crisi improvvise. Si tratta di uno dei casi previsti da apposite leggi. Un’assistenza full time che qui viene barattata da un regime ‘forfettario’: come a dire, o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra. Così, visto che il mio ragazzo era caduto pochi giorni prima di questa inattesa comunicazione, provocandosi una frattura, ho dovuto correre ai ripari e chiedere aiuto a un’assistente privata per farmi dare una mano».

Ciò che amareggia di più Pasquale Polese è il fatto che – secondo voci di corridoio – il trattamento tra le diverse associazioni di volontariato che garantiscono questa assistenza non sarebbe comune: «Ci sono associazioni che si sono viste concedere la proroga – prosegue – e altre che, invece, ancora l’attendono. E sapete perché? Perché sui disabili, su chi ha bisogno di assistenza, c’è chi fa politica in queste ultime ore di campagna elettorale. Tanto che c’è chi ci ha consigliato di chiamare il giovane assessore al ramo, per giunta candidato, per provare a sbloccare la situazione. Mi domando se tutto ciò sia lecito e giusto».

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.metropolisweb.it

Commenti (1)

  1. MARIA ANNA FORMISANO:

    Condivido perfettamente il dolore di un padre che non trova risposte efficaci ed efficienti nelle istituzioni.
    Esprimo tutta la mia solidarietà, come professionista del settore,ma ritengo che non bisogna arrendersi,anzi è fondamentale attivarsi sempre e comunque per dare ai ragazzi con BES (bisogni educativi speciali) la possibilità di sviluppo ,seppur delle minime potenzialità residue.
    Mi pregio segnalare un link,al fine di ogni utile valutazione.
    Cordiali saluti
    Maria Anna Formisano