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notizie> 25 aprile 2012

Il governo boccia il fondo per i disabili. E l’assistenza resta sulle spalle delle famiglie

Che fine farà mio figlio quando io non ci sarò più? Chi lo assisterà? E’ questa una delle domande angoscianti che si pongono tutti i genitori che hanno un figlio disabile, in particolare con disabilità psichiche. La risposta, per ora, non verrà senz’altro dal Governo, che ha bocciato l’istituzione di un fondo ad hoc, da 150 milioni di euro, per i disabili gravi nel momento in cui restano senza familiari che li possano accudire, anche ribattezzato fondo per il ‘dopo di noi’. Nell’ultima audizione della commissione Affari sociali infatti, Cecilia Guerra, sottosegretario alle Politiche sociali, ha dato parere negativo al provvedimento che è all’esame dei deputati dal 2010.

Una decisione che, oltre a suscitare le critiche bipartisan dei membri della commissione, ha lasciato di stucco tutti quei genitori che attendevano una risposta. E non sono pochi. In Italia, secondo i dati del Censis, ci sono 4,1 milioni di persone disabili, pari al 6,7% della popolazione, e 2,6 milioni sono in condizioni particolarmente gravi, di cui oltre 200mila residenti in presidi socio-sanitari. “Le famiglie di questi ragazzi – spiega Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione italiana superamento handicap – vorrebbero che i figli, una volta che loro non ci sono più, fossero seguiti in strutture di tipo familiare, con 6-8 posti letto, e non in residenze socio assistenziali (rsa) per anziani, dove ci sono molte più persone”. Finora in Italia sono sorte alcune case per il ‘dopo di noi’, ma in numero insufficiente al fabbisogno. I finanziamenti nazionali hanno dato il via “a start up – continua Barbieri – ma se ne sono sviluppate poche, perchè gli enti locali non hanno contribuito. Di fatto, mentre da Roma in su esistono delle reti, dalla capitale in giù c’è praticamente il deserto, o molto poco”. Il problema del dopo di noi riguarderebbe, secondo le stime della Fish, una parte dei 2,6 milioni di disabili gravi, composti per due terzi da anziani e per un terzo da giovani. “La questione coinvolge soprattutto quest’ultimo gruppo – continua Barbieri – pari a circa 860mila persone. Senza contare che, quando i loro genitori invecchiano, spesso diventano disabili anche loro e le difficoltà aumentano”.

Ma il sottosegretario, pur riconoscendo il “grande rilievo” del tema affrontato dal provvedimento, ha dato parere negativo perchè non è “stato seguito il metodo giusto” per risolvere il problema dell’assistenza a queste persone e ha chiesto un ripensamento alla Commissione sull’istituzione del fondo, perché è un tema molto importante “da affrontare però nell’ambito di una politica di programmazione più generale”. Parole ambigue, secondo i deputati, che avrebbero preferito una maggiore chiarezza e che il sottosegretario riconoscesse esplicitamente che non ci sono risorse sufficienti. Da qui l’invito dei democratici all’esecutivo “a ripensare il parere negativo” e a “tornare in commissione con una proposta”.

E mentre Giovanni Pagano, presidente della Fand (Federazione fra le associazioni nazionali dei disabili) si dice “profondamente deluso” e spera ancora che il governo cambi idea, magari grazie all’incontro che hanno chiesto proprio con il sottosegretario Guerra, per Pietro Barbieri ormai “il fondo per il dopo di noi è defunto. Anche perchè dal 2013 non dovrebbero più esserci fondi nazionali per le politiche sociali, in virtù del federalismo fiscale. E quindi o si provvederà con una quota percentuale tramite il federalismo fiscale, o il sostegno alla disabilità potrà contare solo sulla sensibilità dei Comuni”.

Il problema è che servono politiche sociali degne di questo nome, “visto che in questo momento, per via dei tagli decisi dagli ex ministri Tremonti e Sacconi, c’è il 37% delle risorse in meno – aggiunge – Hanno infatti sforbiciato il fondo per le politiche sociali, passato da 929,3 milioni di euro nel 2008 a meno di 220 milioni nel 2011, e non finanziato quello per la non autosufficienza con un taglio netto di 400 milioni. E gli effetti iniziano già a vedersi. Il comune di Torino sta tagliando il 30% dei servizi sociali, così come la Lombardia, mentre in Campania e nelle altre regioni meridionali si rischia di arrivare al 70% di tagli. La sostanza è che dallo Stato non arriva più un euro e la spesa per le politiche sociali che coinvolgono disabili, anziani, minori, rom, ecc ammonta solo allo 0,4% del Pil”.

La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.ilfattoquotidiano.it

Commenti (11)

  1. Raniero:

    e se non ci andasse nessuno a votare?


  2. RUDATIS FERRUCCIO:

    Sono il papa’ di una ragazza che da 35 anni ha una tetraparesi spastica,difendero’ con tutti i mezzi i diritti acquisiti dai disabili.Non si permettano di toccare indennita’ con alchimie(vedi nuova isee-).LO


  3. Patrizia:

    Un grazie alla Cecilia Guerra ,i fondi in questione servivano solo ed esclusivamente a foraggiare le ingorde case famiglia e comunità ,nemmeno un centesimo sarebbe andato alle famiglie con disabili o ai disabili stessi – è il solito giro di imprenditori del terzo settore che facendo lobby ha fatto ripescare dall’onorevole Turco questo vecchio progetto di legge che, ad esempio, non riconosce ne finanzia i progetti di vita indipendente !
    Le case famiglia e le comunità già ricevono lauti finanziamenti da regioni e comuni ,ma gran parte della gente non lo sa !


  4. Roberto S.:

    Patrizia, sei contenta? Stai tranquilla che il governo destinerà sicuramente alla vita indipendente quei soldi… Che ingenuità!


  5. Gianni:

    IO INVECE NON DEVO RINGRAZIARE NE’ GUERRA E NEMMENO FORNERO !
    Sto invece notando la cattiveria ed il disprezzo di guerra e fornero nei confronti dei disabili.
    Quando bisogna finanziare i bisogni dei disabili pare che sorgono sempre problemi di “ingordigia” e “corruzione”, mentre quando vengono destinati in abbondanza ad altre parti
    questi problemi come per incanto svaniscono


  6. salvatore:

    Mi auguro che l’equilibrio istituzionale e l’umanità delle S.re Guerra e Fornero inerenti la scelta di sospendere il provvedimento di spesa che poteva agevolare “avvoltoi” che delle persone diversamenti abili hanno spesso fatto lo strumento delle loro disumane ricchezze personali, porti loro a definire finalmente un provvedimento legislativo complessivo che agevoli LE FAMIGLIE che hanno in carico il DISABILE e che sia degno di un PAESE EUROPEO che abbia rispetto della dignità UMANA.


  7. Gianni:

    Secondo l’ “umanita’ ” della fornero quando invece i disabili non hanno famiglia vanno gettati dalla rupe ?
    Il rispetto della dignita’ umana puo’ collimare con i rappresentanti delle banche come fornero e monti ?


  8. Patrizia:

    I soldi per le case famiglia ,ma fate finta di non capire,vengono dagli appalti che le coop e le onlus (gestori delle case famiglia) ricevono da comuni ,regioni e asl ,qualcuno ha fatto un calcolo ,ricomprendendo le rsa e le comunita’ si parla di 18 miliardi all’anno ,parte derivante dal fondo sanitario nazionale e altre fonti. Ma chi volete fregare ?
    Oramai la gente comincia a svegliarsi !


  9. ma:

    Ho una cognata disabile e suoceri ormai anziani e affetti da varie patologie…Mio marito è figlio unico e su noi ricadrà tutto…e vorremo dei figli nostri e poter costruire una famiglia serena…
    Questi casi sono difficilissimi da affrontare: da una parte un’intera famiglia bisognosa di assistenza con un contributo pressochè nullo dallo stato, dall’altra molte aspettative da parte dei genitori di un disabile che mirano al passaggio di testimone per paura delle casa di accoglienza, dove si teme il “parcheggio” del proprio caro, senza nemmeno curarsi del diritto alla vita anche dell’eventuale figlio sano, che potrebbe assistere il fratello malato anche facendosi aiutare…
    Non si può continuare così: lo stato deve sostenere queste famiglie e garantire un futuro a ogni membro…perchè il malato non è mai uno ma anche chi lo assiste…
    Nessuno si preoccupa dello svago di queste persone disabili, del sostegno nelle cure e nell’accudimento ai familiari…Perchè sono così ciechi ed egoisti?


  10. annamaria:

    mio figlio è disabile per colpa di un ospedale. Mbeh viste le cose come stanno e non avendo nessun altro penso che quando sarà, risolverò il problema con un bel calibro 38. Due colpi, uno a me e uno a mio figlio. Che ne pensate????


  11. Patrizia:

    Che il “Dopo di noi” si puo’ svolgere nella casa dove sono cresciuti i nostri figli, non vi fate fregare dai sciacalli speculatori !