ORISTANO – La visita medica per la verifica dell’aggravamento è prevista per il prossimo 15 luglio, peccato che la donna sia deceduta a causa della malattia lo scorso 20 maggio. Mentre l’Inps sta predisponendo gli atti per la visita, i familiari della donna nei prossimi giorni ricorderanno la sua scomparsa per il trigesimo. Una brutta figura quella rimediata dell’Ente di previdenza che mette in evidenza i problemi legati proprio alle visite mediche. Disorganizzazione e difficoltà sono molto cresciute con le modifiche volute dalla Direzione centrale e con il trasferimento di alcune competenze a ditte esterne.
Eppure da Roma dicono che tutto va bene. «Si viaggia con mesi e mesi di ritardo anche per le pratiche meno complesse – ha denunciato Gianni Firinu, responsabile del patronato Acai di Oristano – credo che quanto accaduto nei giorni scorsi rappresenti l’ennesima figuraccia dell’Inps. La donna si era ammalata e come prevede la legge aveva ottenuto la pensione di invalidità. Per ottenere l’accompagnamento era necessaria la verifica del suo aggravamento. La risposta è arrivata solo pochi giorni fa – quando la signora purtroppo era già scomparsa – ha ironizzato Firinu -. Purtroppo analoghi casi sono assai diffusi. In questi giorni come sindacato stiamo cercando di sanare un altro grave ritardo legato proprio alle viste mediche, ed interessa una pensionata di San Nicolò d’Arcidano».
La donna ha superato la vista di invalidità nel gennaio del 2010, ma ad oggi, un anno e mezzo dopo, non si sa che fine abbia fatto la pratica. Dal patronato sono quindi partiti gli accertamenti: «Dopo che il medico ha inviato la certificazione via telematica la donna è stata sottoposta a visita nei tempi previsti – ha spiegato Gianni Firinu -. Ho chiesto informazioni all’Inps ma inutilmente.
Dagli uffici ci è stato risposto che non sono in grado di fornire dettagli perché le pratiche sono gestite dalla società Ipost. Una più recente verifica da parte del nostro legale ha permesso di accertare che della donna nell’archivio c’è solo la pratica di aggravamento. Il colmo. La nostra assistita non ha nemmeno la pensione.
Ma come è possibile tutto questo? L’avvocato ha comunque avviato una denuncia contro l’Inps per omissione di atti d’ufficio. Infatti sono passati oltre 18 mesi, rispetto ai 90 giorni stabiliti dalla legge». Inutile dire delle sofferenze patite dagli invalidi, del tutto disarmati di fronte al rimpallo di competenze, in questa mala burocrazia.
Elia Sanna
Fonte: la Nuova Sardegna – 24 giugno 2011
