notizie> 27 marzo 2011

Turismo, “Il Veneto è primo in Europa sull’accessibilità”

Il Veneto è la prima regione italiana ed europea a lanciare un progetto in larga scala di “turismo accessibile”: il piano è pronto e l’assessore regionale Marino Finozzi ha avuto il via libera ufficiale venerdì a Vicenza dal ministro del Turismo, Michela Brambilla. «Grazie al ministro Brambilla – spiega – sono stati sbloccati a Roma un centinaio di milioni per il turismo che erano fermi da anni: il Veneto può accedere a circa il 10% di quei fondi presentando progetti “di eccellenza”, e noi ne abbiamo già presentati tre regionali e altri due con intese interregionali».
L’ALLEANZA TRA TURISMO E SOCIALE. Tra i progetti di eccellenza veneti c’è forse quello che a Finozzi sta più a cuore: quello per un sistema turistico capace di accogliere chi fa più fatica. «Ci sono 50 milioni di persone disabili in tutta Europa. Ma non è solo questo: basta pensare a tanti genitori con il figlio neonato che sta solo in carrozzina. E soprattutto al fatto che il nostro continente invecchie e ci sono decine di migliaia di anziani che hanno qualche difficoltà di movimento e per andare in vacanza cercano strutture che siano in grado di facilitarli. Mettendo tutto assieme significa rivolgersi a 150 milioni di persone, un terzo di tutto il continente». Ecco perché, fa notare l’assessore, il progetto mette assieme di fatto due grandi vocazioni della terra veneta: quella per il turismo – siamo la prima regione italiana con 60 milioni di presenze l’anno – e quella per il sociale. Già l’anno scorso Finozzi aveva siglato un Protocollo d’intesa con l’Unione europea, e venerdì a nome del vicepresidente europeo Antonio Tajani c’era il vicentino Antonio Preto a “benedire” l’intesa Stato-Regione, con Matteo Marzotto presidente Enit.
UN PIANO DA 2 MILIONI. Via quindi al piano di eccellenza da 2 milioni che viene finanziato al 90% dal Ministero, con il Veneto prima regione italiana e anche in questo settore. La prima fase sarà un monitoraggio di tutte le strutture accessibili presenti sul territorio. «La verità – spiega Finozzi – è che ci sono già moltissime strutture e località attrezzate per l’accessibilità. Faccio solo un esempio-simbolo: la città di Venezia nell’immaginario comune è considerata tra le più ostiche per una persona in carrozzella, ma grazie al traghetto si può arrivare a piazza S. Marco senza problemi e da lì ci sono ben 10 percorsi attrezzati per disabili verso le zone più belle della città». Ecco perché prima di tutto si tratta di tracciare la mappa delle strutture già idonee a un turista che cerca un’accoglienza adatta alle sue difficoltà fisiche.
COLLEGAMENTI E NUOVE TECNOLOGIE. Ma un secondo passaggio importante, spiega Finozzi, sarà garantire il collegamento tra le strutture. «Per esempio se c’è un albergo attrezzato per persone con difficoltà motorie, occorre verificare se poi ci sono mezzi pubblici altrettanto attrezzati che possano garantire il collegamento». E il piano prevede anche la possibilità di finanziare anche piccoli lavori di segnaletica-mobilità che facilitino l’accoglienza delle persone con guai fisici. Una terza fase è poi il finanziamento di innovazioni tecnologiche o di servizi particolari. «Non ci sono solo disabili motori – osserva Finozzi – ma anche psichici, sensoriali, e alimentari, basta pensare al dilagare della celiachìa. Non è che una struttura deve attrezzarsi per tutto: è possibile con piccoli accorgimenti o interventi essere accoglienti, senza diventare affatto ‘piccole cliniche’». Collegata alla mappa, ovviamente, c’è un’altra fase rilevante del piano: quella di informazione-comunicazione-promozione. E in questo il lavoro su internet e sui social network sarà una parte rilevante del piano.

Piero Erle
La versione integrale di questo articolo è disponibile all’indirizzo: www.ilgiornaledivicenza.it

I commenti sono sospesi.