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cronaca> 30 aprile 2010

Disabili contro il Comune sugli arretrati dovuti per i centri diurni

BOLOGNA – Da due anni, 30 famiglie che hanno disabili gravi e gravissimi ospiti dei centri diurni e residenziali hanno sospeso unilateralmente il pagamento delle rette con la richiesta di “pagare il giusto” al Comune: una legge nazionale del lontano 2000 ha infatti fissato nel solo reddito del disabile (con l’esclusione della pensione d’invalidità e dell’indennità di accompagamento) il criterio per stabilire la quota di contributo. Ma a livello locale non sempre si è tenuto conto di questa norma: a Bologna le famiglie dei disabili hanno continuato a versare, come fanno dal 1993, un contributo per il trasporto e la mensa. Il Comune, come si legge nella diffida presentata dalle famiglie nei mesi scorsi, richiede “l’intervento delle famiglie dei beneficiari laddove il reddito degli stessi non sia sufficiente” a coprire la quota di compartecipazione.

Il fatto è che il municipio sta facendo muro e nelle ultime settimane sono piovute le cartelle con gli arretrati da pagare, al ritmo di 800-900 euro alla volta. Prima quelli del 2008, poi sarà la volta di quelli del 2009 e del 2010: in tutto, alcuni nuclei, già in difficoltà per l’assistenza dei loro figli disabili gravi e gravissimi si troveranno a pagare diverse migliaia di euro di arretrati.

Eppure questi genitori possono citare 25 sentenze a loro favore a livello nazionale, tra cui quella ottenuta dal Giudice di pace di Bologna nel 2006. Per far valere le loro ragioni stanno preparando un ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna contro le richieste di pagamento, che sarà presentato a breve, mentre 18 solleciti sono già stati impugnati di fronte al Giudice di pace. (Dire)

30 aprile 2010
L’articolo originale è consultabile all’indirizzo bologna.repubblica.it

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