NOVARA – «Il nodo al fazzoletto doveva sciogliersi entro gennaio – raccontano i genitori di un ragazzino novarese undicenne, costretto per malattia su una sedia a rotelle – invece gennaio è terminato e non si è visto ancora nulla di fatto: la promessa non è stata mantenuta».
La storia inizia ben un anno fa quando i nostri interlocutori decidono di iscrivere anche il loro terzogenito al primo anno della scuola secondaria di primo grado Pier Lombardo di Novara, facendo presente che il figlio può muoversi solo su una sedia a rotelle, a causa di una malattia degenerativa. La sorpresa, a settembre: il ragazzo, contrariamente ai suoi compagni, non può usufruire dei servizi igienici in quanto la struttura che lo accoglie non è provvista di bagni per i disabili. «La scuola, riguardo le condizioni di nostro figlio, era stata informata per tempo, già a gennaio dello scorso anno al momento dell’iscrizione – si sfogano i genitori – ma a settembre non abbiamo trovato servizi igienici adeguati. Il problema è incrementato dal fatto che nei bagni in uso sia ai ragazzi che ai professori, la carrozzella di nostro figlio non passa dalla porta. La soluzione provvisoria, adottata ancora oggi, è stata quella di far usufruire a nostro figlio del bagno dell’infermeria, nel quale effettivamente la carrozzella riesce ad entrare ma purtroppo la tazza del water è troppo bassa per lui. Ci siamo offerti di acquistare personalmente, vista la spesa davvero irrisoria, una tavola copriwater per poter almeno alzare di qualche centimetro il servizio, ma ci è stato negato perché pare che nessuno lo possa applicare». La situazione è ulteriormente peggiorata dal fatto che l’aula del giovane è al piano semi interrato e l’infermeria è invece ubicata al piano terra (…)
Laura Andricci
Fonte: www.corrieredinovara.it
