PISTOIA - L’Osservatorio provinciale sul superamento delle barriere architettoniche e sensoriali, presenta la prima edizione del concorso di idee “Liberi da barriere 2010”. Il bando di concorso è una delle azioni previste dal protocollo d’intesa, tra le quali è prevista la realizzazione di iniziative ed azioni per l’abbattimento di tutte le barriere che in forme diverse impediscono la piena integrazione di tutti i cittadini.
La partecipazione è aperta alle classi o gruppi di alunni all’interno di una classe degli istituti scolastici superiori pubblici o privati del territorio provinciale. I partecipanti potranno scegliere tra diverse forme di elaborato quali: testo descrittivo (componimenti poetici, temi, articoli in forma giornalistica), lavoro di ricerca o indagine (testimonianze, interviste, fotografia), elaborato grafico o pittorico (disegni, vignette, fumetti, batik, collage), video (cortometraggio), elaborato progettuale architettonico (design d’arredo urbano e non, utensili, giochi).
I partecipanti dovranno presentare il modulo di iscrizione entro il 27 febbraio mentre l’opera realizzata con la scheda tecnica dovrà essere presentata entro il 31 marzo ed inviarla alla Provincia oppure consegnata a mano all’ufficio protocollo della Provincia stoia all’indirizzo: Provincia di Pistoia, piazza San Leone 1, 51100.
La classe vincitrice del concorso o alla quale appartiene il gruppo vincitore, avrà diritto ad un soggiorno di due giorni ad Osimo, dove avranno modo di visitare la sede della Lega del Filo d’oro ad Osimo.
Il bando con tutte le informazioni, le modalità e il modulo di iscrizione sono sul sito internet dell’ente all’indirizzo web: www.provincia.pistoia.it.
«Quando si parla di barriere, spesso dimentichiamo o sottovalutiamo quelle più importanti – dice l’assessore provinciale alle politiche sociali Michele Parronchi – Quelle che sono anche le più difficili da abbattere come le barriere culturali e ideologiche. Questo bando di concorso, rivolto agli studenti delle scuole superiori, ha lo scopo di sensibilizzare tale aspetto, nella convinzione che i nostri ragazzi siano il veicolo giusto per entrare anche all’interno delle famiglie per diffondere una reale cultura dell’accessibilità».
fonte: il Tirreno — 03 febbraio 2010
