VENEZIA – Non si placa la polemica sul fondo per la non autosufficienza. Al centro della discussione c’è sempre il comma 3 dell’articolo 2 che prevede che ai contributi possano accedere solo i disabili nati in Veneto o residenti da 5 anni. Un caso sollevato dal consigliere Pdl Leonardo Padrin. E che ieri è stato affrontato in una riunione tra capigruppo.
Remo Sernagiotto, capogruppo di Forza Italia – Pdl, ha proposto di dare i contributi ai residenti in veneti se cittadini italiani e a chi ha la carta di soggiorno per gli stranieri. Una proposta che ha sollevato le ire del Pd: «E’ inaccettabile perché addirittura peggiorativa della proposta leghista – spiega il capogruppo Gianni Gallo – La carta di soggiorno infatti si rilascia dopo 6 anni di residenza. Viene fuori quello che era il vero intento del centrodestra: discriminare gli extracomunitari ed escluderli dall’assistenza. Meglio specificare loro che così penalizzano anche gli svizzeri e gli americani». Sul punto interviene anche un altro consigliere democratico, Claudio Rizzato: «Non accettiamo ulteriori giochetti – afferma – Il Pdl faccia suo l’emendamento proposto dall’assessore Valdegamberi». L’esponente dell’Udc infatti ha voluto correggere il testo della legge di cui è relatore, inserendo tra i beneficiari dei contributi tutti coloro che sono residenti in Veneto, indipendentemente se italiani o stranieri. Per ottenere la residenza infatti gli immigrati devono essere in possesso del permesso di soggiorno e quindi dimostrare di essere regolari: «In questi casi l’assistenza deve essere garantita a tutti» conclude Claudio Rizzato. (c.mal.)
il mattino di Padova — 18 novembre 2009
