Mancano alternative all’auto privata

05 settembre 2009

La patente di guida rappresenta per le persone con sclerosi multipla un importante strumento grazie al quale è possibile condurre una vita autonoma. Guidare significa muoversi con la massima libertà e, considerata la difficoltà di movimento cui le persone con sclerosi multipla possono andare incontro, l’auto può diventare essenziale per mantenere le attività lavorative e sociali, garantendo libertà di spostarsi con grande facilità e minori limiti. A oggi infatti mancano ancora reali alternative all’auto privata e i mezzi di trasporto pubblico non sono ancora dappertutto adeguatamente accessibili, soprattutto per le persone con un certo grado di disabilità. Non a caso l’automobile è stata da diversi anni riconosciuta come indispensabile ausilio protesico per le persone con limitate o impedite capacità motorie e, per questo motivo, è concessa una serie di agevolazioni fiscali per l’acquisto, il mantenimento e l’adattamento della propria vettura. Rendere accessibile la patente di guida alle persone con sclerosi multipla, e più in generale alle persone con disabilità, fa sicuramente parte del dovere di “rimuovere gli ostacoli alla libertà ed eguaglianza dei cittadini”, stabilito dalla nostra Costituzione (articolo 3) e l’idoneità alla guida può essere negata solo quando risulti impossibile una guida in sicurezza, anche mediante l’utilizzo di adattamenti specifici. E oggi, grazie alle possibilità attualmente disponibili, sono sufficienti capacità residue davvero minime per riuscire a guidare un’auto con sicurezza. Le persone con sclerosi multipla non devono necessariamente avere la patente di categoria speciale per guidare, ma devono in ogni caso richiedere la visita di idoneità una volta ricevuta la diagnosi, anche se non è tempo per il rinnovo della patente. Il motivo della visita di idoneità risiede nel fatto che la sclerosi multipla si può manifestare in maniera estremamente diversa da persona a persona e anche nella stessa persona si possono presentare sintomi diversi e d’intensità variabile; la maggior parte dei sintomi può essere affrontata e trattata attraverso terapie farmacologiche specifiche e terapie non farmacologiche, come la riabilitazione. Una buona gestione dei sintomi può quindi portare a migliorare la qualità di vita delle persone con sclerosi multipla, permettendo loro di continuare a realizzare le proprie aspettative.

Da “Patente e sclerosi multipla”, edita nella collana “Giovani oltre la sm”.
Centro Infohandicap tel. 0432 512635 info@infohandicap.org – www.infohandicap.org

Antonio Bondavalli

Messaggero Veneto — 04 settembre 2009

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