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mobilità> 06 giugno 2009

Monopoli, anziani e disabili non hanno accesso al mare

MONOPOLI (BA) – Ritorna l’estate e anche i problemi di accessi al mare, non solo per tutte le persone ma anche per chi è disabile e, magari, per camminare deve servirsi della carrozzella. Rispunta la voglia di rampe per accedere al mare, dalle parti del «Golfetto», a sud della città, in corrispondenza del Palazzetto dello Sport, da sempre in costruzione. Ma ovunque, la scelta è per scale erose dal tempo e dalle onde, e scogli su cui arrampicarsi, prima di arrivare all’agognata caletta.

Eppure risale esattamente a 10 anni fa l’idea di realizzare, con particolare riferimento all’ex-Cpr (Colonia Divagno), una rampa che permettesse a chi ha difficoltà di camminare di andare al mare. L’idea venne all’allora assessore alla Solidarietà, Antonio Rossani, in collaborazione con le associazioni di volontariato. Venne organizzata il 18 agosto del 1999 una festa di raccolta fondi per sostenere quel progetto a firma dell’architetto Domenico Dicarolo e approvato in Giunta nel novembre del 2000. Ma dove sono finiti quei soldi? «Quei soldi alla fine se li sono divisi le associazioni – spiega Rossani – perché quella raccolta era da stimolo all’Amministrazione pubblica per stanziare altri fondi in Bilancio, si parla di 80milioni di vecchie lire, cosa che fu fatta, ma che è rimasta solo nei Bilanci di previsione e pluriennali, per anni». Un’idea che avrebbe rivoluzionato la possibilità di accesso al mare non ha avuto un seguito.

Rossani parla di lettere inviate alla precedente Amministrazione Leoci con cui chiedeva spiegazioni del ritardo della realizzazione della rampa che permetteva attraverso una serie di scivoli, di accedere al mare di Cala Tre Buchi. Una spiaggia altrimenti inarrivabile che con questa rampa sarebbe davvero diventata il paradiso per chi ha problemi di deambulazione ma non vuole rinunciare, al bagno a mare. Ma di quell’idea rimane soltanto una stradina laterale che avrebbe permesso ai disabili di arrivare alle rampe anche dall’esterno dell’ex-Cpr. Un vero e proprio accesso al mare «realizzato – dice Rossani – con un esproprio regolare sia all’ente morale di cultura (proprietario della struttura dell’ex-Cpr) che alla vicina proprietà Calabretto. Così volevamo che il Cpr fosse ristrutturato e potenziato per diventare un centro non solo di riabilitazione ma anche di socializzazione con l’idea di costruzione di case famiglia» che la città non ha.

E Rossani rilancia una sua vecchia proposta rifatta alla vigilia delle ultime elezioni comunali «acquistiamo il Cpr» per restituirlo alla città in quanto l’Asl paga somme ingenti di canone per la struttura. L’alternativa per più facili accessi al mare è andare al Capitolo. Rossani ritorna sulla stradina fatta realizzare nel 2002 con la fattiva collaborazione dell’architetto comunale Angela Contegiacomo, importante accesso al mare. «Altri ne verranno realizzati – assicura l’attuale assessore alla Solidarietà, Giuseppe Campanelli – ma la competenza è dei Lavori pubblici ». Si parla di intoppi burocratici legati alle autorizzazione di demanio e paesaggistico. «Sul Cpr – dice Rossani – abbiamo il nulla osta del 12 febbraio 2002, ho le carte».

Eustachio Cazzorla
L’articolo originale è consultabile all’indirizzo www.lagazzettadelmezzogiorno.it

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