Maestra fa causa allo Stato e la vince

25 aprile 2009

FUCECCHIO (FI) – Una mamma sfida il Miur, il ministero dell’istruzione e dell’università, e vince la causa. È accaduto l’altra mattina davanti al giudice del lavoro di Firenze, Raffaele Bazzoffi. La madre, Cristina M., 36 anni, di Arena Metato, in provincia di Pisa, maestra di una scuola di Fucecchio, è stata reinserita al suo posto, alla scuola elementare di Pappiana nella frazione di San Giuliano Terme, e potrà restare accanto al suo bambino di quattro anni afflitto da un grave handicap. Un bimbo che ha bisogno di assistenza e cure continue. Nella causa l’insegnante è stata assistita dall’avvocato Anna Micheli, del foro di Pisa.
La docente, di ruolo, ha insegnato nella piccola frazione della provincia pisana fino allo scorso anno scolastico. Nel luglio 2008 il provveditorato la nomina a Fucecchio non tenendo conto dell’handicap grave del figlio, che le darebbe il diritto ad ottenere l’assegnazione più vicina a casa. Cristina, madre di tre figli, una bambina di sette anni, e due maschietti, uno di un anno ed uno di quattro, affetto da un grave handicap pari al settantacinque per cento, dovuto ad asfissia natale, chiede l’applicazione della legge 104 che le darebbe la sede più vicina a casa. Le viene opposto che questa legge non vale per gli insegnanti che, seppur di ruolo, sono di prima nomina, i quali devono compiere il previsto periodo di prova di sei mesi.
Cristina, entrata in ruolo con l’insegnamento della religione cattolica, con cui avrebbe già compiuto peraltro il periodo di prova, tenta una conciliazione stragiudiziale davanti al provveditore, Maria Gloria Bracci Marinai, che però ricorda la norma del contratto che esclude dalla legge gli insegnanti di prima nomina.
Cristina entra in congedo parentale, circostanza in cui non può ricorrere il periodo di prova, che avviene solo in caso di prestazione effettiva. Non ha scelta, il suo bambino – non udente dalla nascita e dunque anche muto, impossibilitato a deglutire (si alimenta solo con liquidi e solo dalla madre), con una grave insufficienza renale che purtroppo potrebbe portarlo presto al trapianto – ha bisogno di cure e assistenza continue. Una cosa per questa maestra sarebbe la sede di Pappiana, a due passi da casa, una cosa Fucecchio, che la porterebbe troppo lontano dal piccolo e per troppe ore al giorno.
Fra l’altro, Cristina avrà bisogno dei ventiquattro mesi previsti per il congedo parentale nel momento in cui il piccolo dovesse aggravarsi e magari sostenere appunto il temuto intervento.
Il giudice del lavoro di Firenze, competente nel momento in cui alla docente viene assegnata la sede di Fucecchio, è di tutt’altro avviso rispetto al provveditorato e ribalta interamente la situazione, ritenendo, sia in sede cautelare che in sede di merito, i provvedimenti presi illegittimi. Assegna la mamma alla scuola di Pappiana e ritiene retroattiva la nomina, annullando il periodo di congedo fruito e di fatto ritenendolo come lavoro effettivamente svolto e dunque come periodo di prova fatto.
A questo punto per Cristina resta integro il periodo di congedo parentale fruibile, ventiquattro mesi in toto, visto che i mesi fruiti da settembre a marzo vengono considerati appunto come servizio svolto.
«Il giudice Bazzoffi – ha detto l’avvocato Micheli – ha dato ragione alla ricorrente su tutti i fronti e il miur ha adempiuto immediatamente sia alla sentenza avvenuta in sede cautelare che a quella di merito».

il Tirreno — 24 aprile 2009

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