FERRARA – È un progetto innovativo sia a livello regionale che nazionale e la sua realizzazione è legata alla cooperazione fra più soggetti istituzionali presenti nel nostro territorio. Si chiama Aspasia Plus Ferrara e rappresenta un «sistema integrato per l’emersione e la qualificazione del lavoro di cura a domicilio per la popolazione anziana e i disabili». La presentazione ieri in Comune.
In concreto e più semplicemente Aspasia Plus Ferrara consente l’erogazione di servizi ed aiuti economici alle famiglie che hanno regolarizzato o intendono regolarizzare e qualificare il lavoro delle cosiddette “badanti”. «È stato scelto il nome Aspasia – spiega Roberto Cassoli, dirigente del Servizio Sanità e Politiche Sociali – in ricordo di una figura di donna nata a Mileto e vissuta ad Atene che fu consigliera di Pericle e soprattutto che contribuì a migliorare le condizioni sociali delle donne del suo tempo. In realtà è questo che intendiamo fare: sostenere nei territori dei comuni partners lo sviluppo di occupazione femminile, regolare e qualificata, nel lavoro di cura a domicilio degli anziani e disabili favorendo la regolarizzazione e la fuoriuscita dal sommerso.
Capofila del progetto è il Comune di Ferrara ma si sono affiancati Cento, Codigoro, Azienda servizi alla persona del Copparese (Copparo, Berra, Ro, Iolanda, Formignana, Tresigallo) con il sostegno di Regione Emilia Romagna, Provincia, Asl, Centro Servizi alla Persona, Consorzio provinciale formazione, Centro servizi integrati per l’immigrazione, le segreterie provinciali di tutti i sindacati, Acli, Anolf, Anteas, la Cooperativa sociale Camelot e l’associazione Nadija.
«Abbiamo ottenuto un finanziamento di 650mila euro – ha annunciato Patrizio Fergnani, responsabile dell’ufficio Governas del Comune di Ferrara – con i quali contiamo di aiutare oltre 450 famiglie che abbiano regolarizzato le loro badanti fin dall’11 dicembre 2007 oppure che si apprestino a farlo». Le condizioni quindi sono: un regolare contratto di lavoro, la necessaria formazione, la sottoscrizione di una carta etica che impegni la lavoratrice al rispetto dei doveri di base connessi al delicato lavoro di cura in famiglia ed infine una scheda di attività che precisi reciprocamente le azioni da svolgere.
Il progetto Aspasia si traduce in contributi per la copertura di spese previdenziali erogate per un anno alle famiglie “in regola” per un totale di 610 mila euro, mentre 20 mila euro sono per la predisposizione dei contratti e delle buste paga e 20 mila euro sono previsti per le sostituzioni delle assistenti familiari impegnate nella frequenza ai corsi formativi. «Sebbene il bando non prevedesse l’intervento dell’Usl – ha precisato la responsabile del distretto Centro nord, Paola Castagnotto – abbiamo già dal 2007 proposto ai comitati di distretto dei Comuni aderenti, di inserire un progetto trasversale innovativo per mettere in rete queste figure professionali che lavorano però con un rapporto privato». È nata così Aspasia Plus Ferrara. (m.g.)
la Nuova Ferrara — 23 aprile 2009
