I golfisti disabili avranno presto una loro classifica

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I golfisti con disabilità sono un gruppo duro per definizione e, come le loro controparti normali, giocano senza limiti. Il problema è che fino ad ora hanno gareggiato senza un governance unificata, affidandosi soltanto a varie associazioni, sia a livello nazionale che internazionale. Tutto cambierà molto presto, quando verrà introdotta la prima classifica mondiale per i golfisti con disabilità. È un progetto congiunto della USGA e di R&A, e sarà amministrato dal World Amateur Golf Ranking (WAGR), con classifiche separate per uomini e donne. Gli organi di governo avevano annunciato il loro coinvolgimento dallo scorso novembre.

Joshua Peyton, CEO della Veteran Golfer Associaton (VGA), ha affermato: “Siamo entusiasti che piattaforme come USGA e R & A contribuiscano a promuovere il golf disabile, soprattutto per quanto riguarda i veterani”. A fare da eco alla parole di Peyton, sono quelle di Mike Tinkey, presidente della National Alliance for Accessible Golf. “Penso che sia una cosa meravigliosa. L’Alliance esiste per diffondere consapevolezza e istruzione in tutte le persone che amano giocare a golf”.

Intanto, per i golfisti disabili, l’USGA intende aggiungere un altro campionato nazionale al proprio roster, probabilmente a partire dal 2022. Beth Major, direttore senior presso la Championship Communications dell’USGA, ha dichiarato. “Ci sono così tanti gruppi diversi che gestiscono una varietà di tornei ed eventi e con priorità diverse. Noi vogliamo fare la stessa cosa per i golfisti disabili, creando modalità che li aiutino. La classifica mondiale per i golfisti con disabilità è una parte importante di tutto questo, una struttura in cui si possono identificare chi siano i migliori giocatori”.

In Europa è stato istituito un sistema di punti per golfisti con disabilità, gestito dall’European Disabled Golf Association (EDGA), che comprende anche golfisti australiani disabili. Il campionato Australian All Abilities si è svolto di recente in collaborazione con l’Amirates Australian Open, il primo con 12 giocatori con disabilità provenienti da otto paesi diversi, ma nessuno dagli USA.

Adam Benza, golfista disabile con una gamba amputata, ha dichiarato: “In questo momento, paesi come Australia e continenti come l’Europa, dispongono di questo sistema di punti per i tornei. Negli Stati Uniti ancora non è presente. Peccato che siano stati esclusi golfisti statunitensi disabili molto forti. Per rimediare, l’USGA e il R & A devono fare la stessa cosa”. “È un lavoro complesso quello di identificare tutti i parametri”, ha affermato John Bodenhamer, Consigliere Delegato presso la USGA. “Riuscirci sarebbe una cosa meravigliosa ma, per ottenere credibilità e integrità, devono essere fatte chiare definizioni. Questa è una delle sfide da affrontare subito”.

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