Violenza sulle donne: quasi il 40% delle vittime sono disabili

Il 25 Novembre si è festeggiata la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, un fenomeno che riguarda un po’ tutto il mondo e che presso alcune specifiche realtà assume toni sempre più radicali. Sappiamo tutti che gli abusi sulle donne sono drammaticamente numerosi, tanto è vero che a confermarlo sono gli stessi numeri che parlano di 6 milioni e 788 mila donne che nel corso della loro vita hanno subito violenza o fisica o sessuale (parliamo del 31.5% delle donne con età compresa tra i 16 e i 70 anni).

I dati sono stati raccolti dall’Istat nell’ambito della ricerca “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia” diffusa nell’anno 2014. Si tratta di un numero sconvolgente, e che diventa ancor più tale quando si prende atto che il 40% delle donne rimaste vittime degli abusi è disabile o ha comunque dei problemi di salute: la ricerca rivela che il 36% delle donne che hanno subito violenze fisiche o sessuali è in cattive condizioni di salute e che il 36.6% dei casi ha coinvolto persone con gravi limitazioni. Persino il rischio di rimaner vittime di stupri o di tentati stupri, nel particolare caso delle donne disabili, raddoppia con un 10% di probabilità contro il 4.7% relativo a donne per così dire in buone condizioni di salute.

Ma la violenza non è solo ed esclusivamente fisica, poiché può risultar tale anche quando sfocia nella discriminazione. Perchè sì, discriminare vuol dire fare violenza. Vuol dire perpetrare una delle forme più subdole e meschine del fare violenza, poiché dà il via a una cicatrice che non si rimargina troppo facilmente: in questo senso l’Italia soffre ancora tantissimo in fatto di discriminazione nei confronti del gentil sesso, soprattutto per quel che riguarda l’impiego lavorativo e il trattamento delle donne che oltre ad esser tali sono anche disabili.

Le campagne di sensibilizzazione stanno provando a cambiare questa situazione, ma alla luce di questi dati occorre fare uno sforzo ancora maggiore per far sì che la società del domani possa essere quanto meno un po’ più serena, pacifica e tollerante.

Anche a questo proposito calza alla perfezione l’evento fissato per il prossimo 28 novembre nella città di Siena, evento nell’ambito del quale si parlerà di una specifica forma di disabilità – la sordità – e della violenza perpetrata a danni delle donne non udenti. Nel corso del convegno organizzato dalla Mason Perkins Deafness Fund in collaborazione con la Provincia di Siena e il patrocinio del Consiglio Regionale Ens per la Toscana e Comune di Siena, ci saranno analisi, storie di vita vissuta e reportage sulle battaglie politiche per il riconoscimento dei diritti delle donne sorde.

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