Terremoti in Italia: le ricostruzioni considerino il tema dell’accessibilità!

terremoto

L’Italia si ritrova a dover combattere contro i terremoti praticamente da sempre, e gli eventi che si sono succeduti nell’ultimo anno non hanno fatto altro che riaccendere i riflettori su una questione spesso sottaciuta: il rischio sismico a cui il Paese è continuamente esposto. Ora che nel Centro Italia ci sono interi centri abitati da ricostruire praticamente da zero, potrebbe esserci utile riflettere su una cosa, e cioè sul fatto che questo nostro Paese può quanto meno “sfruttare” i terremoti per ricostruire non solo in modo antisismico, ma anche accessibile!

Sappiamo infatti che l’Italia è disseminata di barriere architettoniche che si presentano sotto le forme più diverse, dalle case molto vecchie fino alle viuzze strette e in salita, passando per ciottoli, scalini, marciapiedi senza una rampa di ingresso/uscita e così via. Per non parlare delle grandi città, dove a tutti questi punti si sommano progetti edilizi a dir poco selvaggi, con edifici su edifici che vengono innalzati senza tener minimamente conto della vivibilità degli spazi.

Alla luce di ciò appare evidente che di cose da sistemare dal punto di vista dell’accessibilità ce ne sarebbero a volontà, e con i terremoti che ci costringono a dover fare i conti con la ricostruzione, dovremmo almeno provare a ricostruire il tutto con un minimo di logica. Una logica che dovrebbe svilupparsi su tre basi: vivibilità, accessibilità e antisismicità.

Una petizione online lanciata dall’associazione Diritti Diretti Onlus mira proprio a questo: a far sì che la ricostruzione tenga conto dell’accessibilità. La petizione online non a caso è stata ribattezzata “Calamità e ricostruzione pubblica: l’accessibilità è considerata?”. “Chiediamo di firmare se si vuole che, una volta accertata la presenza di fondi pubblici destinati al superamento dei danni causati da calamità, gli enti preposti prendano l’impegno su una ricostruzione fruibile, agevole e sicura per tutti”. Da qui, la richiesta affinché “uffici pubblici e luoghi di interesse storico, artistico e culturale” vengano progettati con un occhio di riguardo nei confronti dell’accessibilità.

La nota diramata da Diritti Diretti Onlus continua: “Crediamo che la crescita socio-economica e il rischio di spopolamento dei territori colpiti dalle calamità naturali siano connessi all’accoglienza per tutti, in quanto milioni di turisti che hanno esigenze speciali vorrebbero visitare l’Italia in modo più comodo, e i suoi stessi abitanti desidererebbero viverla al meglio”.

Insomma, che la ricostruzione diventi finalmente l’occasione per metter su un Paese quanto meno un po’ più accessibile di prima! E gli edifici pubblici saranno i primi a dover dare l’esempio, perché quelli da cui residenti e turisti si aspettano un minimo di accoglienza. Quelli che così facendo, magari, potrebbero dare il buon esempio anche ai privati.

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