Telecamere in asili e strutture per anziani e disabili: in arrivo una Legge ad hoc

asilo nido

Incalzato da petizioni, campagne di sensibilizzazione e anche da una sorta di tumulto che ha investito i social network, il Parlamento ha finalmente cominciato a discutere di una Legge che prevede l’installazione di telecamere in asili nido, scuole dell’infanzia e in strutture sanitarie e sociosanitarie all’interno delle quali sono ospitate persone anziane o con disabilità. Il testo in questione unifica sette diverse proposte di legge ed è attualmente in fase di discussione in diverse Commissioni (Lavoro, Istruzione e Affari Sociali). Vediamo quindi in maniera sintetica ma esauriente che cosa prevede questa Legge.

Valutazione dei dipendenti – L’articolo 2 del testo parla chiaramente di formazione del personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e delle strutture sanitarie e sociosanitarie. In particolare, l’obiettivo del legislatore è quello di introdurre una valutazione attitudinale nell’accesso a queste professioni sia educative che di cura, nonché una formazione permanente che possa seguire il personale impiegato per tutto il corso della sua carriera. Inoltre, la Legge prevede che il personale venga costantemente tenuto sotto controllo, verificando per esempio il possesso e la sussistenza nel tempo di requisiti di idoneità psico-attitudinale.

Videosorveglianza – Il cuore della Legge sta però nell’articolo 3 che definisce l’obbligo di installazione di strumenti di videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture sanitarie e sociosanitarie. Il testo vuole che le immagini riprese da queste telecamere siano criptate e visibili solo ed esclusivamente dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria per permettere loro di poter svolgere indagini su eventuali reati commessi a danno di minori, di persone anziane o disabili.

Naturalmente l’installazione delle telecamere potrà avvenire solo previo accordo tra l’azienda che gestisce questi luoghi e i sindacati, e previa definizione di alcune linee guida da parte del Garante per la protezione dei dati personali. In ogni caso, il governo sarà tenuto a trasmettere al Parlamento il bilancio di questi monitoraggi, di eventuali reati commessi a danno dei minori o dei pazienti ospitati nelle strutture, ed eventualmente far luce su relativi procedimenti giudiziari: si tratta di un bilancio che l’esecutivo sarà tenuto a comunicare al Parlamento con una cadenza annuale.

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