Una tecnologia intelligente al servizio di non udenti e non vedenti

braccio robotico aslan

La tecnologia è uno strumento che identifica il grado di evoluzione sociale della razza umana? Dipende. Se viene utilizzata per dare una dimensione fisica al mero uso quotidiano, allora lo spazio si comprime soffocando l’essere umano. Se invece la dimensioniamo all’interno di un ambiente dove lo sviluppo viene asservito al miglioramento delle condizioni umane, allora si allarga in modo esponenziale fino ad arrivare “là dove nessun uomo è mai giunto prima”.

Prendiamo ad esempio i dottorandi dell’università di Anversa: gente che ha fatto dello studio il proprio obiettivo di vita, nella speranza di migliorare le condizioni sociali di chi non dispone di tutti i cinque sensi. Il loro merito? Aver creato un braccio robotico stampato in 3D a cui hanno dato il nome di ASLAN (Antwerp’s Sign Language Actuating Node).

In che modo è stato creato questo braccio? Stampando 25 parti in 3D e creando 16 servos collegati a una scheda Arduino. La funzione di questo braccio robotico è quella di imparare la lingua dei segni, aiutando i non udenti. Il robot traduce in pratica in lingua dei segni il linguaggio parlato.

Se proprio vogliano trovare un limite pratico a questo braccio basta confutare l’assunto che la lingua dei segni è molto più complessa. Nonostante ciò, l’ASLAN può essere utilizzato per insegnare o tradurre. Il team che sta dietro la sua creazione ha asserito che sono in arrivo sia un braccio che una faccia robotica, insieme all’intenzione di renderlo disponibile a chiunque attraverso un piano open source.

Passiamo ora ad un altro team di giovani studenti della National School for the Deaf di Santo Domingo, i quali sono stati capaci di creare un’innovazione tecnologica notevole destinata ai non udenti. Si tratta di un sistema tattile che trasferisce le frequenze sonore al corpo attraverso un input in wireless. Alcuni studenti non udenti stanno già sperimentando questa nuova esperienza fatta di musica e vibrazioni.

Addirittura è in progetto un esperimento che collegherà queste unità ad un idrofono sotto una barca per far ascoltare il canto delle balene megattere ai non udenti attraverso le vibrazioni.

Ultima ma non meno importante, la Handisco ha creato un bastone da passeggio per aiutare i ciechi. In che modo? Sul bastone è stato collegato un dispositivo chiamato Sherpa, dal nome delle guide alpine himalayane. Attraverso l’utilizzo del GPS e dell’Internet of Things, si connette ai semafori pedonali consentendo al non vedente di sapere quando può attraversare la strada. Oltre a questo, il dispositivo è in grado di fornire sia indicazioni stradali che le linee degli autobus.

La tecnologia va al servizio della comunità, quindi, aiutando chi dalla vita è stato privato di qualcosa.

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