Stephen Hawking: il suo contributo al mondo della disabilità

Stephen Hawking

Alla morte di Stephen Hawking sono seguiti vari tributi da parte di scienziati, celebrità e politici, soprattutto per quanto riguarda le rivelazioni del brillante fisico sulla natura dell’universo. Per la comunità dei diritti dei disabili, tuttavia, la sua eredità è un po’ più materiale. La vita di Hawking rivela cosa può accadere quando una persona disabile riceve tutti i supporti di cui ha bisogno per vivere la propria vita al meglio.

Una vita come quella di Hawking potrebbe facilmente cadere nella discriminazione o negli stigma basati sui soliti pregiudizi: la “supercrip” e la divisione tra corpo e mente. Nel primo caso, i suoi risultati potrebbero suggerire che ha “superato” la sua disabilità. In quest’ultimo, la sua disabilità svanisce dalla storia mentre si enfatizza la bellezza della sua mente. Ma lo scienziato dovrebbe essere visto come una persona intera con una storia di vita complicata; era un genio, ha lavorato duramente, ha avuto accesso ad un’ampia assistenza sanitaria e sociale, ha avuto molti privilegi e ha ricevuto aiuto dietro le quinte da innumerevoli persone.

La comprensione della disabilità stessa si sposta sui modi in cui essa emerge da una matrice complessa di sistemi sociali, politici, culturali, economici e biologici. Le società erigono barriere, siano esse fisiche, letterali o date da atteggiamenti e stigmatizzazioni sull’abilità, e creano limitazioni che rendono ancora più difficile per le persone meno privilegiate di Stephen Hawking vivere come ha fatto lui.

Prendiamo ad esempio il modo in cui alcune persone disabili ricordano Hawking oggi. Un’attivista ha affermato che dovremmo interpretare il personaggio Hawking come “un uomo bianco inglese eccezionalmente privilegiato che ha avuto accesso ai supporti necessari per vivere con successo in un mondo che non dà molta importanza all’accessibilità per i disabili”.

Rick Godden, professore di inglese alla Louisiana State University, dice che per tutta la sua vita le persone hanno cercato di dire ad Hawking che la sua mente era in qualche modo un compenso per il suo corpo, piuttosto che comprenderlo come una persona intera. Non vuole che Hawking venga usato come ispirazione perché lui ha “superato” il suo corpo, ma “per gli altri che si identificano come disabili, la cosa è diversa”.

Inoltre, Stephen Hawking stesso ha scritto sulla disabilità e sul proprio successo. Nel 2011, in una lettera indirizzata all’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha affermato: “Abbiamo il dovere morale di rimuovere gli ostacoli alla partecipazione e di investire su varie competenze per sbloccare il vasto potenziale insito nelle persone con disabilità”. Non stava parlando di cure per le disabilità, ma dell’eliminazione degli ostacoli per la piena partecipazione alla vita pubblica per le persone disabili.

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