Sophia, atleta paralimpica a cui EasyJet ha chiesto di “dimostrare la sua invalidità”

sophia warner

Un’atleta paralimpica britannica ha dichiarato di aver subito una devastante sevizia psicologica dopo che le era stato detto di “dimostrare” di essere realmente disabile durante l’imbarco su un volo in un aeroporto italiano.

L’atleta in questione si chiama Sophia Warner e soffre di una paralisi cerebrale; le sue dichiarazioni sono state toccanti: “Ho pianto per tutta il percorso fino all’aereo dopo che il personale dell’aeroporto mi ha interrogato prima di prendere il volo da Milano a Londra Gatwick”. La 43enne atleta di atletica leggera, che ha gareggiato a Londra nel 2012, ha raccontato che le è stato detta la frase “tu sei completamente normale” di fronte a tutti gli altri passeggeri.

EasyJet, la compagnia scelta dalla signora Warner per viaggiare, si è naturalmente scusata per l’incidente, aggiungendo che l’agente coinvolto nella spiacevole faccenda è impiegato con l’Airport Handling.

L’atleta ha così scritto sui social media: “Non mi sono mai lamentata su Twitter prima d’ora. L’imposizione che mi è stata fatta per dimostrare pubblicamente la mia condizione di disabilità da parte di EasyJet è stata per me devastante dal punto di vista psicologico”. “Mi è stato detto ‘sembri del tutto normale, perché hai bisogno di aiuto?’. Ho pianto non solo fino all’imbarco sull’aereo ma anche fino a quando non sono tornata a casa. Non so nemmeno da dove cominciare per preparare un reclamo ufficiale”.

La signora Warner, che oltre ad essere un’ottima atleta è anche una reporter sportiva di Channel 4, ha aggiunto successivamente: “Ringrazio pubblicamente tutti coloro che hanno utilizzato per me toccanti parole di conforto e supporto. Ringrazio anche la EasyJet per la sensibilità dimostrata e l’intenzione di indagare a fondo su questo spiacevole accadimento”. L’atleta, che ha gareggiato nel T35 da 100 metri e 200 metri a Londra nel 2012, ha problemi di mobilità alle gambe e al braccio sinistro.

Un portavoce di EasyJet ha dichiarato alla stampa: “Ci dispiace per l’esperienza vissuta dalla signora Warner. L’agente coinvolto è impiegato dall’Airport Handling e sia lui che coloro che hanno assistito alla scena hanno dichiarato che lo stesso stava solamente cercando di accertare quale fosse l’assistenza necessaria per aiutare la signora Warner. Tuttavia, l’atteggiamento tenuto dall’agente denota una gestione della situazione con una sensibilità diversa da quella che noi come compagnia sosteniamo. Esamineremo la cosa nei dettagli con l’Airport Handling in modo tale da garantire che tutte le nostre direttive siano apprese in modo profondo e vengano apportate modifiche alla metodologia con cui il personale viene addestrato”.

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