Sodio valproato come causa di disabilità: divampa il caso

sodio valproatoUn deputato del parlamento inglese ha denunciato lo scandalo del sodio valproato somministrato a delle madri per curare l’epilessia e che ha causato danni ai neonati che portavano in grembo. A partire dagli anni ‘70, sono circa 20.000 i bambini la cui disabilità è stata causata dal valproato. Oltre ai danni diretti, questa tipologia di disabilità causata potrebbe addirittura essere trasmessa alle generazioni future. Le famiglie colpite da questa sventura hanno pertanto richiesto un risarcimento e un’inchiesta pubblica.

Il valproato di sodio, noto anche come Epilim, può essere prescritto dai medici come trattamento per l’epilessia e il disturbo bipolare. Esiste il rischio che causi anomalie fisiche, autismo, basso QI e difficoltà di apprendimento ai bambini che sono esposti al farmaco mentre si trovano nel grembo materno.

Anche se sono arrivate le solite rassicurazioni da parte dell’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari che il farmaco viene costantemente tenuto sotto controllo, il Dipartimento della Sanità invece spinge affinché venga avviata una procedura di revisione dello stesso, nel tentativo di eliminare i rischi associati.

Molti genitori hanno affermato di non essere stati informati dei rischi derivanti dall’assunzione del trattamento durante la gravidanza, anche dopo l’introduzione di nuovi avvertimenti sulla sicurezza nel 2016.

Sue Jenkinson, una donna di Liverpool, ha assunto il farmaco mentre era incinta e entrambe le sue due figlie hanno sviluppato la sindrome del valproato fetale. A loro volta, hanno avuto anch’esse dei figli che mostrano questa condizione, nonostante non abbiamo assunto il valproato durante le rispettive gravidanze. In effetti, un suo nipote ha problemi di natura medica tra cui disprassia, difficoltà di apprendimento e problemi intestinali. Insomma, una condizione di disabilità diffusa.

Il professor Baker, che segue questo ragazzo, ha dichiarato: “Sto attualmente identificando i punti di forza e di debolezza di Ryan e cercando di mapparli su ciò che capiamo del valproato di sodio e su come colpisce i bambini”. “Probabilmente sarò in grado di fornire una formulazione di ciò che penso gli sia successo e di cosa potremmo essere in grado di fare per migliorare le difficoltà che sta chiaramente avendo” ha concluso.

Il signor Lamb, ex ministro per la cura e il sostegno, fa parte di una campagna che chiede al governo di sostenere le richieste di risarcimento. “Il dialogo che stiamo avendo è costruttivo e il ministro O’Shaughnessy sembra pienamente consapevole della necessità di fermare questo scandalo”, ha dichiarato.

La Sanofi, produttrice di farmaci, ha detto che il valproato è stato “messo a disposizione dei medici per curare i pazienti epilettici negli anni ’70 ed è tuttora uno dei trattamenti più efficaci per l’epilessia, una malattia grave e complessa che può essere potenzialmente fatale per i pazienti”. L’azienda ha affermato di essere “consapevole delle difficili situazioni in cui si trovano le famiglie con bambini che mostrano condizioni fisiche probabilmente correlate al trattamento delle madri con farmaci antiepilettici”.

Un portavoce del Dipartimento della sanità e dell’assistenza sociale ha dichiarato: “La sicurezza dei pazienti è sempre la nostra priorità. Desideriamo assicurarci che i medici forniscano alle donne le giuste informazioni quando prescrivono questi farmaci. Ecco perché l’ente regolatore sta già esaminando le misure efficaci per evidenziare questi rischi”.

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