Quattro modi utili per promuovere l’indipendenza di un disabile

bambino disabile

La tendenza che porta a pensare che una persona disabile abbia bisogno del supporto di qualcuno sta lentamente svanendo. Possiamo in un certo senso considerarlo un “pensiero da circolo vizioso”, in quanto può creare dipendenza nella mente del disabile, rendendolo quindi incapace di espletare alcune attività quotidiane.

Molti credono ancora che un disabile su una sedia a rotelle non possa entrare ed uscire autonomamente da un’auto. Sbagliatissimo! In realtà, ci sono tanti disabili che guidano da soli per andare a lavoro, andare ad appuntamenti o sbrigare delle commissioni in modo autonomo.

Anche per chi soffre di una condizione di disabilità invisibile, ad esempio una lesione celebrale, spesso si pensa che l’individuo in questione non sia capace di svolgere da solo le attività quotidiane. Chi soffre di questa patologia spesso tende a dimenticare le cose; invece di svolgere compiti in sua vece, bisogna cercare di armonizzare sia l’aiuto che l’indipendenza attraverso degli stimoli strumentali in grado di fargli ricordare ciò che sovente dimentica. Avere una malattia invisibile come la fibrosi polmonare idiopatica (IPF) può influire sulla capacità di essere completamente indipendente, anche se esserlo è incredibilmente importante.

Per tutti coloro che hanno un compagno, una compagna, un parente stretto o anche un amico o amica disabili, aiutarli ad essere autosufficienti è la strada giusta per la loro felicità. Vediamo dunque di seguito in quali modi si possono aiutare le persone care disabili a svolgere autonomamente un’attività quotidiana.

Accompagnare un disabile a sbrigare le commissioni

Ci sono delle volte in cui le persone disabili hanno bisogno che qualcuno faccia le commissioni in loro vece. Ciò accade quando la patologia disabilitante crea delle condizioni fisiche altamente dolorose. Altre volte invece, possono essere semplicemente accompagnate a sbrigarle. Facendo così, il disabile può ad esempio essere capace di fare la spesa da solo.

Cucinare insieme

Avere qualcuno che prepara il pranzo per noi è sempre una cosa ben accetta. Nel caso dei disabili, è consigliato mettere in atto una forma collaborativa in cucina, mettendoli nella condizione di contribuire attivamente ai fornelli. Questo favorisce anche un’opportunità per avere tempo di qualità con l’amico o la persona amata.

Chiedere sempre se hanno bisogno di assistenza

Portare le cose per colui che soffre di una malattia invisibile o per un individuo con una disabilità è quasi sempre apprezzato. Detto ciò, prendere le loro cose senza chiedere se hanno bisogno di assistenza è uno dei modi più veloci per minare la loro capacità di essere indipendenti. È importante chiedere a qualcuno se ha bisogno di assistenza, invece di supporre che è sempre necessaria.

Risolvere i problemi insieme

Quando si presenta un problema, non bisogna mai cercare di risolverlo autonomamente al posto del disabile. Coinvolgerlo nella risoluzione è un modo di stimolare il cervello ad essere sempre attivo e presente, creando dei presupposti di volontà utili poi in qualsiasi occasione.

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