Montascale mobile: come funzionano i contributi statali?

montascale

Chi ha intenzione di acquistare un montascale mobile per abbattere le barriere architettoniche ha diritto a richiedere dei contributi statali. Vediamo quindi l’iter dettagliato in merito a come funzionano questi aiuti pubblici, a chi si applicano e a quali regole bisogna sottostare sulla base di quanto stabilisce la Legge n.13 del 9 gennaio 1989.

I beneficiari – Hanno diritto a presentare la domanda per il contributo statale le persone disabili che hanno menomazioni o limitazioni permanenti di carattere motorio, i non vedenti, coloro i quali abbiano a proprio carico delle persone affette da disabilità permanente, i condomini di uno stabile in cui risiede il disabile che farà uso del montascale, e i centro o gli istituti residenziali operanti nell’assistenza di persone con disabilità.

Come presentare la domanda – La domanda in questione deve essere presentata con tanto di carta da bollo entro il 1° marzo di ogni anno, ed essere destinata al sindaco del Comune di riferimento. La richiesta può essere presentata tanto dal disabile quanto da chi ne esercita la tutela o la potestà.

Alla suddetta domanda vanno però allegati specifici documenti che diano modo a chi di dovere di controllare che ci siano i requisiti necessari per l’erogazione dei contributi. In particolar modo sono tre i documenti che vanno allegati alla domanda: la descrizione delle opere, il certificato medico e l’autocertificazione dell’immobile interessato dall’intervento.

  • La descrizione delle opere è il documento che indica il tipo di apparecchio che si ha intenzione di acquistare con tanto di spesa prevista (ma non è necessario un preventivo analitico per la compilazione di questo foglio).
  • Il certificato medico in carta semplice ha invece lo scopo di attestare lo stato di handicap del richiedente, specificando le patologie da cui è interessato. Nel caso di disabilità funzionale permanente il medico deve allegare a questo certificato anche una relativa certificazione della ASL competente affinché il richiedente possa avvalersi del diritto di precedenza.
  • L’autocertificazione è invece il modulo mediante il quale il richiedente indica l’immobile di residenza in cui ha intenzione di intervenire. Un’autocertificazione considerata completa e corretta deve contenere una descrizione delle barriere architettoniche che si desidera superare e precisare gli interventi per cui viene richiesto il contributo statale; è poi importante sottolineare se per quello stesso intervento siano già stati erogati altri contributi e bisogna inoltre dichiarare – assumendosene tutte le responsabilità del caso – che quell’immobile indicato nell’autocertificazione sia quello in cui il disabile vive in maniera stabile e abituale (poiché le norme prevedono che i contributi non possano essere concessi nel caso di interventi in dimore stagionali o saltuarie).

A quanto ammonta il contributo – Il contributo varia in base alla spesa e si misura non tanto sul preventivo, quanto invece sull’importo effettivamente pagato.

  • Fino a 2.582,28 euro si ha diritto a un rimborso totale.
  • Da 2.582,28 a 12.911,42 euro vengono invece rimborsati totalmente i primi 2.582,28 euro e il 25% della parte eccedente.
  • Da 12.911,42 a 51.645,69 euro vengono rimborsati totalmente i primi 12.911,42 euro e il 5% della parte eccedente.

L’erogazione del contributo ha luogo dopo l’esecuzione dell’opera sulla base delle fatture emesse. Fatture che, per essere rimborsate secondo i termini descritti, devono essere presentate al sindaco del comune di competenza.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *