Legge Taverna, ci siamo: screening neonatali diventano un diritto

screening prenatale

Mercoledì scorso la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità il disegno di legge Taverna che introduce una nuova governance degli screening neonatali. Si tratta di una legge molto importante perchè finalmente dà segno che qualcosa si stia muovendo a tutela della salute dei neonati: questa legge allarga infatti a tutta la popolazione italiana la platea di coloro che hanno diritto a dei test effettuati appena dopo la nascita affinché possano essere individuate per tempo eventuali malattie metaboliche ereditarie a carico del bambino. Parliamo in fondo di patologie che, se non diagnosticate in tempi brevi, possono provocare conseguenze davvero molto serie tra cui casi di grave disabilità.

Fino a questo momento, in assenza cioè della legge Taverna, l’Italia era costretta a convivere con una situazione “a macchia di leopardo”. La vecchia legge – che in realtà è in vigore tuttora dato che la proposta Taverna deve ancora ricevere l’ok del Senato – prevede che ci sia obbligatorietà dei test neonatali solo per tre malattie, ossia la fenilchetonuria, l’ipotiroidismo congenito e la fibrosi cistica. Per tutte le altre malattie, invece, ciascuna Regione può decidere in totale autonomia se fornire screening neonatali gratuiti.

Ecco il perchè della macchia di leopardo: perchè al di là di tre malattie metaboliche ereditarie, il nostro Paese doveva convivere con una grossa disparità territoriale. Con la nuova legge, invece, le cose sono destinate a cambiare.

Il testo di messo a punto dalla senatrice Taverna del Movimento 5 Stelle prevede che questi test vengano effettuati prima di tutto ad ogni neonato nato in Italia (indipendentemente da dove nasce), che la prestazione avvenga in maniera totalmente gratuita e che anziché 3 le malattie da controllare debbano essere tutte quelle possibili (parliamo di 50 malattie metaboliche che questi screening sono in grado di rilevare). E per la copertura, la legge prevede uno stanziamento di 25 milioni di euro.

Finalmente, quindi, anche in Italia la salute comincia ad essere trattata con la giusta considerazione. Soprattutto perchè parliamo di prevenzione, che è prima di tutto un diritto della persona, ma che dà anche luogo a degli ingenti risparmi per le stesse casse dello Stato (dato che intervenire nel dopo costa parecchio in fatto di assistenza al soggetto debole).

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