Legge 104/92, furbetti nel mirino: controlli in arrivo

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La 104/92 è una delle leggi più importanti per coloro i quali sono coinvolti dal tema della disabilità, perché come sappiamo mira a garantire permessi e agevolazioni ai lavoratori disabili e ai loro familiari. Un diritto, questo, riconosciuto ormai da molti anni e voluto proprio per far sì che i disabili (o chi per loro) possano curare i propri problemi di salute senza doversi sacrificare nel lavoro.

Quando però le agevolazioni da legge 104 vengono usate da chi non ne ha diritto, ecco che questo beneficio si trasforma improvvisamente in abuso. E a rimettere di questo abuso siamo sempre noi: la collettività che con le proprie tasse finisce col mantenere i privilegi di qualche furbetto. Ecco quindi che il Ministero della Pubblica Istruzione ha fatto partire nei giorni scorsi un piano di controlli per verificare che i propri dipendenti (vale a dire personale docente e personale Ata) non abusino di questi permessi e di eventuali altre agevolazioni.

Ad annunciare il piano controlli è stato lo stesso sottosegretario all’Istruzione Faraone in una dichiarazione raccolta da un noto quotidiano italiano. Ciò che è interessante di questa storia è che non si tratta di un normale piano anti-abusi per così dire di routine, ma si tratta invece di una misura straordinaria voluta proprio perché il MIUR ha individuato un numero “sospetto” di permessi utilizzati da docente e personale Ata.

Un numero che oltre ad essere spropositato, sarebbe addirittura molto maggiore rispetto a quello che si registra nelle aziende private. Difatti se le aziende private usufruiscono dei permessi 104 con una media dell’1.5%, nel pubblico queste agevolazioni vengono invece sfruttate dal 13% della platea di lavoratori. Un numero alquanto sproporzionato, non vi pare?

In particolare risulta che la Sardegna sia la regione con il maggior numero di insegnanti ad avere chiesto di usufruire della legge 104 (18.27%), mentre per quel che riguarda invece i permessi per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario il primato va all’Umbria col 26.27% dei casi. E’ evidente insomma il motivo per cui il MIUR si sia insospettito, e a questo proposito sarà a dir poco interessante conoscere gli esiti dell’indagine (ne vedremo delle belle, questo è poco ma sicuro!).

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