Le cellule staminali inserite nell’orecchio interno potranno restituire l’udito

Ripristinare l’udito grazie alle cellule staminali iniettate direttamente nell’orecchio? Bene! Ma potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Se da un lato le cellule staminali possono essere convertire in neuroni uditivi, riconsegnando di fatto la possibilità di sentire nuovamente, dall’altro la rapida divisione delle stesse potrebbe dare vita alla formazione di masse tumorali. Però, la cosa positiva è che la trasformazione può essere controllata.

Kelvin Y. Kwan, autore senior dello studio e professore del Dipartimento di biologia cellulare nella Scuola di Arti e Scienze presso la Rutgers University-New Brunswick, ha affermato: “L’ammonimento di fatto è sensato. Non possiamo semplicemente dire al paziente ‘inseriremo delle cellule staminali all’interno del tutto orecchio per sostituire i neuroni perduti’ senza avvisarlo che potrebbero verificarsi degli effetti collaterali, come una proliferazione eccessiva delle cellule staminali stesse. Per noi rappresenta anche un monito importante che ci deve guidare alla creazione della migliore strategia nelle terapie di sostituzione cellulare”.

Uno studio complesso quindi, che deve valutare bene tutte le varianti in campo onde evitare che devastanti effetti collaterali possano causare danni ben peggiori.

Le cosiddette cellule ciliate nell’orecchio interno convertono i suoni in segnali neurali che vengono trasmessi al cervello dai neuroni del ganglio a spirale. La perdita dell’udito causata dalla sovraesposizione al rumore provoca la perdita delle cellule ciliate, gravi danni ai processi neuronali e una lenta degenerazione dei neuroni uditivi. Purtroppo, i neuroni andati persi non si possono più rigenerare.

“La perdita dell’udito colpisce circa il 25% della popolazione mondiale, ma probabilmente la percentuale è ancora più alta” ha affermato Kwan. “Nel corso degli anni, una persona non si rende conto che sta lentamente perdendo la completa capacità uditiva fino a quando non verrà messo alla prova. Siamo uno dei pochi laboratori che cercano di capire come affrontare il problema all’udito”.

Nel loro studio, gli scienziati hanno sovra-espresso un gene chiamato NEUROG1 per trasformare le cellule staminali dell’orecchio interno in neuroni uditivi. Kwan ha inoltre aggiunto che “dal momento che questo gene causa un aumento eccessivo della divisione cellulare e che viene anche utilizzato in altre cellule staminali per generare altri tipi di neuroni, gli scienziati esperti in vari campi dovrebbero essere consapevoli che quando si utilizza questo fattore, probabilmente aumenterà anche la proliferazione cellulare”.

Gli scienziati della Rutgers hanno anche scoperto che la cromatina (DNA costellato di proteine ​​istoniche) influenza il modo in cui il NEUROG1 funziona. I cambiamenti nella cromatina possono aiutare a ridurre la proliferazione delle cellule staminali indesiderate aggiungendo farmaci a colture sperimentali in piastre di Petri. “Idealmente, possiamo cambiare lo stato della cromatina prima di iniziare a sovra-esprimere il NEUROG1” ha affermato Kwan. “Con questo metodo, potremmo prevenire la proliferazione delle cellule staminali indesiderate”.

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